lunedì 15 novembre 2010

Il Jazz e l' Europa

ìpoi collegato a jazz bianco e jazz nero ci sarà il jazz in europa
già in parte preparato

dovrò fare una ricerca su uno dei miei testi in cui si spiegava che
gli unici soldi che facevano i musicisti neri
erano in Europa
in Europa non era così importante che suonasse o cantasse fosse un bianco o un nero ma come cantava o suonava


Il Jazz e l' Europa

In America il jazz faticherà trovare larghi consensi e approvazione generale a causa dell'impronta che fino dalle origini lo caraterizza
come espressione di un popolo oppresso e vessato sopratutto per motivi razziali.
Molto interessante osservare le varie reazioni in Europa e nella stessa America
In Francia molti fra i più grandi artisti avvertono la potenza innovatrice del Jazz.
Il Jazz è descritti nei dipinti e nelle immagini dell'inizio secolo come una danza matta
selvaggia e disinibita. La Francia con il suo interesse verso tutto quello che viene considerato Esotico
è la prima nazione Europea a riconoscere la potenzialità di musica e arte dell Jazz.



In Italia il jazz attecchì con maggior difficoltà, gli ambienti musicali tradizionali legati alla musica classica non riconobbero al jazz, al principio dignità artistica,
La città all'avanguardia, nella scoperta di questo nuovo genere musica le fu Genova

Il Jazz in Italia anche a seguito dei problemi di incompatibilità, con il regime fascista, fu sentito da una ristretta elitè di illuminati e non ebbe la diffusione che conobbe in
Francia In italia gli appasionati si inventarono un modo geniale per aggirare le maglie strettissime della censura, furono tradotti i titoli delle canzoni e gli autori : Louis Armstrong divenne Luigi Braccioforte e Benny Goodman fu ribattezzato Beniamino Buonuomo. Hoagy Carmichael divenne Ugo Carmelo.
Ma negli anni della guerra il jazz fu bandito da tutti i media


In Europa si guardava con grande interesse al jazz e gli artisti che venivano sul continente a dare concerti ricevevano ottime accoglienze, rese ancora migliori dalla relativa assenza della segregazione razziale e dei pregiudizi che ancora imperavano in America. Questo fece sì che molti jazzisti intraprendessero lunghe tourneèè in Europa (Coleman Hawkins e Sidney Bechet tra gli altri) provocando la nascita di molti gruppi di imitatori. Questa relazione del jazz con l'Europa avrebbe subito una battuta d'arresto nel corso del secondo conflitto mondiale solo per riprendere con ancora maggior vigore negli anni del dopo guerra.
Almeno un musicista europeo riuscì in questo periodo a guadagnarsi una fama che avrebbe attraversato l'oceano in senso opposto, ottenendo una grande fama tra i jazzisti americani. Si tratta di Django Reinhardt, un chitarrista belga di origini zingare che fuse in maniera apparentemente improbabile swing e musica tzigana, guadagnandosi il rispetto dei colleghi americani (che avrebbe incontrato nel loro paese solo verso la fine della sua vita) attraverso le incisioni dei gruppi che formò assieme al violinista francese Stéphane Grappelli.


http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_jazz#L.27Europa

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