martedì 24 novembre 2009

Earl Hines' Louise

CAN'T U SEE by Rashid Bhikha featuring Abdul-Malik Ahmad

Ahmed Abdullah's Diaspora(Dispersions of the Spirit of Ra)

Abdullah Ibrahim - Desert Air

Sotto le stelle del jazz - Paolo Conte

Jazz Session [Nicola Arigliano - Franco Cerri - Gianni Basso - Bruno De Filippi

Jazz Session [Nicola Arigliano - Franco Cerri - Gianni Basso - Bruno De Filippi Video (Sanremo 4 Marzo 2005)]


Eric Clapton - Layla (jazz version)

Aristogatti Tutti quanti vogliono fare jazz

GALLIANO/PADUART/KATCHE/BONA







sabato 14 novembre 2009

Alice Ricciardi

Alice Ricciardi, è l'unica italiana che ha inciso per la Blue Note-Emi ( una delle etichette discografiche dei miti del jazz)


http://www.myspace.com/alicericciardi














giovedì 12 novembre 2009

atlantic five jazz band

http://musicaitaliana.tv/jazz/

The Manhattan Transfer

The Manhattan Transfer è un gruppo vocale statunitense, fondato nel 1969 da Tim Hauser (Troy, New York City 12 dicembre 1941) insieme alla vocalist Laurel Massè.

Il primo album del gruppo, del 1971, si intitolò Jukin' e fu un discreto successo. Qualche settimana dopo, Hauser incontrò ad un party Janis Siegel (Brooklyn, New York 1952) e, sebbene lei facesse parte di un altro gruppo musicale, la convinse ad entrare a far parte del suo.

Dopo qualche tempo, Hauser conobbe il talento artistico di Alan Paul (Newark, New Jersey 23 novembre 1949), in quel periodo tra i protagonisti a Broadway del celebre musical Grease. Quando Alan Paul accettò di far parte del gruppo di Hauser, I Manhattan Transfer erano finalmente una band vera. La band inizialmente si occupò prevalentemente di riproporre classici del jazz degli anni 40. La loro cover del 1977 di Chanson D'Amour, arrivò al primo posto nel Regno Unito.

La scalata al successo iniziò con l'album del 1975 The Manhattan Transfer, anche se fu un successo soprattutto europeo. I successivi album Coming Out (1976), Pastiche (1978) e The Manhattan Transfer Live (1978) ottennero ancora un buon successo. Nel 1978 Laurel Massè ebbe un gravissimo incidente stradale e decise di lasciare il gruppo (successivamente avrebbe ricominciato a cantare, ottenendo un buon successo da solista). La Massè fu sostituita dalla voce di Cheryl Bentyne (1954), di Seattle.

Nel 1979, con l'album Extension, il gruppo raggiunse il definitivo successo, ribadito dal successivo Mecca for Moderns del 1981. Un approccio più jazzistico si rivelò in Bodies and Souls del 1983 e fu ancora più marcato nei due lavori successivi, Vocalese e Bop Doo Wopp del 1985. Vocalese fu candidato ai Grammy Awards in ben 12 categorie, primato superato solo da Thriller di Michael Jackson.

Del 1987 fu l'album Brasil che ebbe un successo mondiale di grande rilevanza. Nel 1992, il gruppo tentò una revisione del proprio stile con l'album The Offbeat Of Avenues. Sono seguiti, poi, numerosi album live, raccolte ed alcuni successi come Tonin' del 1995, Swing del 1997 e, soprattutto, Vibrate del 2004.The Manhattan Transfer è un gruppo che, ancora oggi, mantiene un buon successo sia di vendita che nei concerti.

continua a leggere qui...

Sito Ufficiale dei The Manhattan Transfer

La loro storia (In inglese)

Da vedere e ascoltare







The Manhattan Transfer - The Offbeat Of Avenues

The Manhattan Transfer - A World Apart

martedì 10 novembre 2009

Dexter (Keith) Gordon

Dexter (Keith) Gordon (27 febbraio 1923 – 25 aprile 1990) è stato un sassofonista statunitense.

Fu un musicista jazz statunitense, virtuoso del sassofono tenore. Considerato uno dei padri del bebop, il suo percorso musicale è costellato di collaborazioni preziose : Lionel Hampton, Tadd Dameron, Charles Mingus, Louis Armstrong, Dizzy Gillespie, nonché Billy Eckstine nella cui orchestra entrò nel 1943.
Dexter Gordon live in Amsterdam (1980)

Il suono che Gordon riusciva ad ottenere era pieno e spazioso (una caratteristica in parte dovuta al suo fisico imponente[1]) e la sua tendenza a suonare laid back, vale a dire dietro al tempo.

A 17 anni Gordon debuttò nell'orchestra di Lionel Hampton, a 20 anni venne chiamato nella formazione di Louis Armstrong, ma il suo vero maestro fu Lester Young, che influenzò fortemente il suo stile. Pur senza introdurre fondamentali innovazioni linguistiche (come fecero Charlie Parker o John Coltrane), Dexter Gordon ha lasciato un'eredità tecnica e stilistica chiaramente individuabile in molti sassofonisti jazz contemporanei, specialmente per quello che riguarda la sua interpretazione delle ballads[2]. Il produttore Ira Gitler, nelle note di copertina dell'album Doin' all right, afferma che lo stile di Gordon nei primi anni influenzò tanto Coltrane quanto Sonny Rollins, e che egli sarebbe stato poi influenzato da loro.

Dopo aver lavorato con Charlie Parker a New York, il suo nome diventò famosissimo nell'ambiente. Verso la fine degli anni '50, l'avvento del cool jazz lo fece lentamente scomparire dalla scena. Tra un ingresso e l'altro in carcere per reati connessi alla droga, Gordon cominciò ad avere seri problemi di alcolismo che comportarono il suo inesorabile declino.

Nel 1962 intraprese un lungo "esilio" in Europa, dove trascorse 15 anni suonando e vivendo principalmente a Parigi e Copenaghen, e collaborando regolarmente con alcuni jazzmen espatriati quale Bud Powell, Freddie Hubbard, Bobby Hutcherson, Kenny Drew, Horace Parlan e Billy Higgins.

Occasionalmente tornò negli Stati Uniti per registrare molti degli album usciti sotto il suo nome, ma sono i sette album che ha registrato per la Blue Note Records negli anni sessanta (Doin' Allright, Dexter Calling..., Go, A Swingin' Affair, Our Man in Paris, One Flight Up, e Gettin' Around) ad essere considerati le sue opere migliori.

Il ritorno negli Stati Uniti avvenne nel 1976. L'esibizione di quell'anno al Village Vanguard di New York fu un nuovo inizio dal punto di vista sia discografico che artistico, e la critica finalmente lo riconobbe come uno dei migliori sassofonisti jazz.

L'improvvisa crescita di popolarità di Dexter Gordon solleticò le attenzioni della Columbia Records: il fatto che la nota etichetta si interessasse al jazz acustico "tradizionale" piuttosto che agli stili commerciali che erano comunque stati promossi durante la prima parte degli anni settanta fu vista come una svolta nella discografia mondiale del jazz.

Mentre era in prigione per possesso di eroina, Gordon divenne un appassionato di cinema, e per questo nel 1986 accettò con entusiasmo di interpretare la parte del protagonista in Round Midnight - A mezzanotte circa diretto da Bertrand Tavernier e ispirato alla vita di Bud Powell e Lester Young.

Attraverso la foto scattatagli da Herman Leonard al Royal Roost nel 1948, Dexter Gordon è divenuto parte integrante dell'iconografia del jazz.

Fra i successi e le soddisfazioni personali, la storia di Gordon può annoverare una candidatura dalla Awards Academy come miglior attore protagonista ed una come miglior musicista dell'anno 1978 e 1980.

Morì il 25 aprile del 1990 all'età di 67 anni.

http://it.wikipedia.org/wiki/Dexter_Gordon

http://www.dextergordon.com/








New York Voices

Questo eccezionale gruppo è nat nel 1987 composto da
Darmon Meader, Peter Eldridge, Kim Nazarian, Caprice Fox and Sara Krieger.
sono ritenuti gli eredi dei Manhattan Transfer e di tutto quel filone di gruppi vocali come Lambert, Hendricks and Ross, Singers Unlimited o Take Six che dagli anni Cinquanta ripropongono il jazz in arrangiamenti polifonici.
Hanno un repertorio completo in grado di supportare l' accompagnamento di una vera orchestra sinfonica. Cosa che in America fanno abitualmente con formazioni come i Boston Pops o i "Philly Pops"


http://www.newyorkvoices.com/

http://www.myspace.com/officialnewyorkvoices

Still Crazy After All These Years / New York Voices

New York Voices Java Jazz Festival 2009

New York Voices

Mia Martini Gente distratta (live 1991)

Una preziosissima chicca per chi ama il jazz: uno dei brani più belli di Pino Daniele in versione live nel tour jazz del 1991.

domenica 8 novembre 2009

tuck and patti

http://www.tuckandpatti.com/

Tuck & Patti - I was born to love you

Tuck & Patty - Summertime Blues Festival 1995

Tuck & Patty "My Romance" - porto sant'elpidio -

Tuck & Patti - One For All

Tuck & Patti Live

Tuck & Patti Live

Tiziana Ghiglioni, Enrico Rava & friends 1989 - Roccella Jonica Jazz Festival

http://www.myspace.com/tizianaghiglioni
http://www.youtube.com/user/tizianaghiglioni

Tiziana Ghiglioni - MiTo Jazz 2007

Tiziana Ghiglioni - MiTo Jazz 2007

Hoooo...Jazz ! : Tiziana Ghiglioni

Tiziana Ghiglioni and Luca Flores - Lush Life

T. Ghiglioni, ciao amore ciao

T. Ghiglioni, ciao amore ciao

Ho capito che ti amo - Tiziana Ghiglioni

Ho capito che ti amo - Tiziana Ghiglioni

Via con me (It´s wonderful). Paolo Conte.

Via con me (It´s wonderful). Paolo Conte.

Sotto le stelle del jazz - Paolo Conte

Sotto le stelle del jazz - Paolo Conte

Paolo Conte interpreta durante un concierto en Amsterdam una canción en la que evoca los primeros contactos de su generación con el jazz, influencia que a él le ha convertido en uno de los cantautores más originales del mundo.

Dave Brubeck - Piano
Gerry Mulligan - Baritone Sax
Jack Six - Bass
Alan Dawson - Drums



Gerry Mulligan - Five Brothers

Five Brothers par Gerry Mulligan à Stockholm en 1980

Gerry Mulligan (bs), Don Trenner (p), Peter Axelsson Sorvag (b), Ronnie Gardiner (dr)

Gerry Mulligan - Satin Doll

Gerry Mulligan - Satin Doll 1987

Ascolta Wynton Marsalis " Django" (1984)

Ascolta Wynton Marsalis " Django" (1984)

Wynton Marsalis " Django" (1984)

From his 1984 album "Hot House Flowers". Wynton Learson Marsalis (born October 18, 1961 in New Orleans, Louisiana) is an American trumpeter and composer. He is among the most prominent jazz musicians of the modern era and is also a well-known instrumentalist in classical music. He is also the Musical Director of Jazz at Lincoln Center. A compilation of his series of inspirational letters to a young jazz musical student, named Anthony, has been published as To a Young Jazz Musician.

Marsalis has made his reputation with a combination of skill in jazz performance and composition, a sophisticated yet earthy and hip personal style, an impressive knowledge of jazz and jazz history, and skill as a virtuoso classical trumpeter. As of 2006, he has made sixteen classical and more than thirty jazz recordings, has been awarded nine Grammys between the genres, and has been awarded the Pulitzer Prize for Music for his epic oratorio, "Blood on the Fields", which is on the subject of slavery. The first time it has been awarded for a jazz recording.

Wynton Marsalis Septet - Happy Birthday

Wynton Marsalis Septet - Happy Birthday


Wynton Marsalis - Trumpet
Wes Anderson - Saxophone
Wycliffe Gordon - Trombone
Victor Goines - Clarinet
Marcus Roberts - Piano
Reginald Veal - Bass
Herlin Riley - Drums

Gerry Mulligan "The Shadow Of Your Smile

Ascolta
Gerry Mulligan "The Shadow Of Your Smile" (1965)
Gerald Joseph "Gerry" Mulligan (April 6, 1927 January 20, 1996)

The most famous and probably greatest jazz baritonist of all time, Gerry Mulligan was a giant. A flexible soloist who was always ready to jam with anyone from Dixielanders to the most advanced boppers, Mulligan brought a somewhat revolutionary light sound to his potentially awkward and brutal horn and played with the speed and dexterity of an altoist.

Mulligan started on the piano before learning clarinet and the various saxophones. His initial reputation was as an arranger.

giovedì 5 giugno 2008

Chuck Mangione

Chuck Mangione
Charles Frank "Chuck" Mangione (29 Novembre , 1940)
Un jazz raffinato e accattivante quello che Chuck Mangione, trombettista italoamericano (padre e madre siciliani)

l 29 novembre 1940. Suo padre è amico di musicisti come Art Blackey, Horace Silver e, soprattutto, di Dizzy Gillespie che regala al piccolo Chuck la sua prima tromba quando ha soltanto otto anni. Il ragazzo si innamora della musica. Diplomatosi alla Eastman School of Music, nel 1960 forma con suo fratello Gap i Jazz Brothers della cui formazione fanno parte musicisti come Ron Carter, Sal Nistico, Roy McCurdy e Jimmy Garrison. Cinque anni dopo, trasferitosi a New York, si unisce ai Jazz Messenger del vecchio amico di famiglia Art Blackey e suona con musicisti come Maynard Ferguson, Keith Jarrett, Chick Corea. Lasciati i Jazz Messenger forma, nel 1968, il Chuck Mangione Quartet e nel 1970 durante uno show televisivo dirige la Rochester Filarmonic Orchestra nell'esecuzione di Friends and love, una sua composizione che ottiene un grande successo di pubblico e che, pubblicata in un doppio album, diventa il suo primo successo discografico.

Video di feel so good-Chuck Mangione



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mercoledì 21 maggio 2008

The Jazz Messengers - A Night in Tunisia

The Jazz Messengers - A Night in Tunisia

http://it.youtube.com/watch?v=H_v7mUGoKDc

Wayne Shorter , Lee Morgan
Art Blakey , Jymie Merritt , Walter Davis Jr.
dvd"PARIS nel 1959"

sotto la versione di A Night in Tunisia suonata da
Arturo Sandoval & Dizzy Gillespie a Cuba nel 1985

http://it.youtube.com/watch?v=qtb9SkneQLI

La Tromba ed il Sax del Jazz

John Coltrane e Miles Davis sono i geni indiscussi e i mostri sacri del Sax e della tromba del jazz

in questo video un indimenticabile duetto della loro versione dello storico brano "So What"
http://it.youtube.com/watch?v=U4FAKRpUCYY

qui potete invece ascoltare una performance di Miles Davis in No Blues
http://it.youtube.com/watch?v=FxaYVVge60o

e qui una di John Coltrane in Alabama

http://it.youtube.com/watch?v=8j_TDoOPnIA

Chiara Civello - Un passo dopo l'atro




Chiara Civello

UN PASSO DOPO L’ALTRO
music: chiara civello, rob morsberger
lyrics: chiara civello 2005


un passo dopo l'altro
capirai,
ed il mio lento canto
vestira’
le tue paure
con la liberta',
una storia e' vera,
quando se ne va

un passo dopo l'altro
imparerai,
nelle gocce di tempo,
tra ora e mai,
in un altro uomo
un cuore
aspetta perche'
puo' ballare al buio
solo con te

Link su Chiara Civello

http://www.myspace.com/chiaracivello

http://www.chiaracivello.com/


http://www.chiaracivello.com/blog.html

Ray Charles & Betty Carter - Baby it's Cold Outside

Ray Charles & Betty Carter - Baby it's Cold Outside


Betty Carter on September Songs

Cristina Zavalloni - Bastava quel cielo

Cristina Zavalloni - Bastava quel cielo




Keith Jarrett

Keith Jarrett pianista che fonde in modo magistrale la musica classica ed il jazz, riuscendo a creare delle armonie uniche, è uno degli artisti jazz più venduti
La musica che suona ha le sue radici nel pianismo di Bill Evans, che ha trasformato attraverso la ricerca sonora aperta al free jazz alla classica e alla musica minimale.
Bambino prodigio inizia a strimpellare il piano a soli 3 anni ed a 9 da il suo primo concerto.

http://it.wikipedia.org/wiki/Keith_Jarrett
http://en.wikipedia.org/wiki/Keith_Jarrett

http://www.keithjarrett.it/

"My Funny Valentine / Song" Keith Jarrett Trio

http://it.youtube.com/watch?v=qIJuYpe2BHA


Tra le informazioni che ho trovato in rete e nei libri su Jarrett dice che il suo jazz è aperto al free jazz alla classica e alla musica minimale,
Non conoscendo la musica minimale ho cercato se ci fosse in wiky qualche informazione su questo genere di musica

La musica minimale che cos'è?

http://it.wikipedia.org/wiki/Minimalismo

Il minimalismo nella musica [modifica]

Il minimalismo musicale, importante sorgente espressiva della musica della seconda metà del ’900, analogamente e parallelamente al minimalismo delle arti visive, è nato negli Stati Uniti, principalmente sull'onda creativa di Philip Glass, Steve Reich, La Monte Young e Terry Riley, il cui brano IN C del 1964 è da alcuni considerato la pietra miliare del movimento espressivo.
Da subito si è imposto con modalità e gesto musicale originali, che si affrancavano completamente dall’evoluzione delle scuole musicali europee, a partire dal cammino della scuola seriale di Vienna, fino a giungere allo sperimentalismo di musica elettronica, aleatoria e concreta maturate principalmente nelle scuole di Darmstadt e Parigi.

Il percorso è invece quello di una estrema semplificazione della struttura e delle modalità esecutive.

L’architettura della musica minimale si sviluppa su cellule melodiche brevi e semplici, e su figure ritmiche immediate, e dipana il discorso creativo sulla ripetizione, spesso ossessiva, di tali moduli, mentre il castello armonico e timbrico si evolve a formare la chiave espressiva dell’opera, utilizzando talvolta strumenti di raro utilizzo e sonorità inusuali, con la complicità dell’elettronica e della musica popolare.
Nella maturazione di questa modalità vi è un riferimento a formule musicali tipiche della musica etnica proveniente da aree sociali nelle quali il ritmo e il suono percussivo e ricorsivo erano caratteristiche strutturali, come nella musica della zona centrafricana. Ma lo spunto è soltanto una cellula intellettuale dalla quale generare forme che permettono chiavi espressive interessanti e diversificate.

Philip Glass, considerato l’autore di riferimento della corrente musicale, interpreta il minimalismo nel modo più puro, e le sue opere sono paradigmatiche nella ricerca espressiva della corrente.
Steve Reich utilizza la modalità minimale con grande fedeltà, per comporre però opere contaminate dall’interazione con diverse forme espressive, con l’influsso di spunti filosofici nel gesto creativo, e con un sensibile intento di ricerca ed innovazione. Steve Reich è inoltre l'autore di un breve saggio dal titolo "music as a gradual process" che ben sintetizza la prassi compositiva minimalista.
John Adams utilizza la modalità comune della corrente per comporre opere, spesso con il contributo vocale, il cui intento espressivo è spesso connesso a maglie strette con la realtà sociale e politica in cui è immersa la società a lui contemporanea.
Nelle creazioni dell’inglese Michael Nyman invece la modalità del minimalismo è stata abilmente utilizzata per la costruzione di forme di più semplice fruibilità. La sua musica ha riscontrato un maggiore impatto su un vasto pubblico, con una frequente interazione con il mondo del cinema per la realizzazione di colonne sonore.

Nell’ambito della musica europea della seconda metà del ‘900 e dei giorni nostri il minimalismo ha più o meno indirettamente influito sulla creazione di alcuni autori, prevalentemente di area slava o balcanica, e tendenzialmente orientati ad una creatività mistica. La musica del polacco Henryk Górecki è quella che maggiormente mostra i segni dell’influenza minimalista, ed alcune delle sue creazioni rispettano abbastanza fedelmente le modalità strutturali della corrente. L’estone Arvo Pärt mostra in molte sue opere un’affinità con il minimalismo, più nell’intento creativo che ne rigoroso rispetto dell’architettura musicale. L'olandese Louis Andriessen fa proprio il concetto di "ripetizione" tipico della musica minimalista, installandolo però su un tessuto musicale affatto personale, spesso molto cromatico (a differenza degli autori americani, prettamente diatonici).

In Italia negli anni '90 è stato significativo il connubio tra filosofia minimalista e monodia gregoriana attuato da Gianmartino Durighello in opere prevalentemente vocali, alla ricerca di una profonda suggestione mistico-religiosa.

Attualmente in Italia il minimalismo si esprime soprattutto con Ludovico Einaudi e Stefano Ianne. Il primo si esprime prevalentemente con melodie pianistiche minimali impreziosite da cenni elettronici (vedi album "Divenire" 2006 - Decca) pertanto affine alla scuola di stile europeo; il secondo è decisamente sinfonico (vedi album Variabili Armoniche" 2006 - Artesuono Fenice D.M.) nel quale infinite variazioni e microvariazioni rinnovano i temi musicali, più vicino alle posizioni americane. In questo ultimo caso potremmo parlare di un minimalismo come metafora dei tempi, logorati dalla ripetizione. Entrambi sono estremamente evocativi.

Billie Holiday

Billie Holiday (pseudonimo di Eleanor Fagan Gough, nota anche come Lady Day; Baltimora, 7 aprile 1915 – New York, 17 luglio 1959) è stata una cantante statunitense, fra le più grandi di tutti i tempi nei generi jazz e blues.

Billie Holday rappresenta la figura dell'artista maledetto per antonomasia
Di lei si sono raccontate tante cose Sì è parlato della sua esistenza spericolata, che la dava come adolescente prostituta, alcolizzata e drogata.
Sua madre aveva appena 13 anni (ma si dice invece 16) quando Billie naque, ed il padre 15, fu allevata da una bisnonna e da una cugina, Billie visse in miseria Bambina di strada dovette arrangiarsi per soppravivere Iniziò a lavorare lavando le scale prima e poi come sguattera nel bordello del quartiere. Dove poteva ascoltare i dischi di Louis Armstrong e di Bessie Smith. Giovanissima, a soli 10 anni venne violentata da un uomo del quartiere, anche lui nero. Fu ingiustamente accusata della violenza subita e rinchiusa in un riformatorio cattolico fino a quando sua madre riuscì a tirarla fuori per essere raggiunta a New York. La sua vita non fu mai facile e fu violentata ancora, e poi entra successivamente nel giro della prostituzione per procurarsi da vivere. Il che le procuro ben presto una condanna a 4 mesi di carcere. Dopo di che cerco un ingaggio come ballerina in un locale, ma non sapeva cantare, ma venne assunta immediatamente quando la sentirono cantare, e a soli 15 anni inizio la sua carriera di cantante.


Tra le canzoni più famose del repertorio di Billie Holiday ricordiamo "God Bless the Child" (da lei composta), "Lover Man", "I Loves You Porgy" e "The Man I Love" di George Gershwin, "Billie's Blues", "Fine and mellow", "Strange Fruit". Quest'ultima canzone fu negli anni quaranta l'inno della protesta per i diritti civili:
(EN)
« Southern trees bear a strange fruit

Blood on the leaves and blood at the root
Black body swinging in the Southern breeze
Strange fruit hanging from the poplar trees... »
(IT)
« Gli alberi del sud hanno un frutto strano,

sangue sulle foglie e nelle radici,
un corpo nero penzola nella brezza del sud,
un frutto strano che pende dai pioppi... »
(Strange Fruit)

La voce di Billie è profonda sofferta melodica sensibile ed intensa della sua esistenza travagliata e difficile



Liberamente tratto dai siti

http://it.wikipedia.org/wiki/Billie_Holiday http://www.soblue.it/old/personaggi.php?id=4

2 versioni di
Billie Holiday - Strange Fruit

http://it.youtube.com/watch?v=h4ZyuULy9z http://it.youtube.com/watch?v=bXdnD39GYVU

Billie Holiday - Fine and Mellow (1957)

http://it.youtube.com/watch?v=_tNSp7MaADM

Billie Holiday - Summertime

http://it.youtube.com/watch?v=h5ddqniqxFM

Jazz

Jazz, il Jazz è un genere musicale complesso dove in ogni epoca storica è caratterizzato da un suo proprio stile.
Nasce verso l'inizio del XX secolo. Il pianista Jelly Roll Morton. diceva di aver inventato il jazz nel 1902. Ma essendo considerato bugiardo e fanfarone non fu mai creduto. In questa pagina potete trovare approfondimenti su "jelly roll morton" http://doctorjazz.co.uk/page10.html in inglese molto dettagliato e qui in italiano su wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Jelly_Roll_Morton.
Molti credono che si possa attribuire a Buddy Bolden http://it.wikipedia.org/wiki/Buddy_Bolden il titolo di iniziatore del jazz, anche se non sono rimasti di lui registrazioni, è rimasto una leggenda ed è il primo cornettista jazz a diventare famoso.


La foto sotto tratta di uno dei tanti alberi genealogici del genere jazz che si può trovare in Internet



ome si vede la musica jazz affonda le sue radici in vari generi musicali la Musica Africana I Canti di lavoro Il Blues Il Gospel da una parte i cantici le fanfare il ragtime e le musice europee dall'altro.


qui http://www.redhotjazz.com/JellyRoll.html potete ascoltare alcuni pezzi d'epoca suonati da Jelly Roll Morton
non si tratta solo di pezzi di jazz ma anche di pezzi di ragtime il primo genere che iniziò a suonare Morton nei bordelli di New Orleans.


Jelly Roll Morton - Dr. Jazz

http://it.youtube.com/watch?v=P9BpXIlq8EQ

Se volete imparare a conoscere ij jazz vi consiglio il sito del nostro amico Toni che lo descrive semplicemente ma con grande maestria http://www.tonidirossi.it/Jazz/jazz_main.htm


giovedì 20 marzo 2008

Lino Patruno

Storia di un divulgatore di Jazz

Quando in Italia si dice jazz tradizionale, insieme a quello di Carlo Loffredo, il suo e il nome che viene immediatamente in mente, più che per le sue qualità di chitarrista e banjoista, per quelle di
organizzatore culturale e di indefesso propugnatore di musica in cui, da noi, in molti stanno perdendo memoria.


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domenica 9 marzo 2008

Georgia on My Mind

Georgia on My Mind

From Wikipedia, the free encyclopedia Jump to: navigation, search "Georgia on My Mind" is a song written in 1930 by Stuart Gorrell (lyrics) and Hoagy Carmichael (music). It is the official state song of the U.S. state of Georgia. Gorrell wrote the lyrics for Hoagy's sister, Georgia Carmichael [1]. However, the lyrics of the song are written ambiguously enough as to refer to the state or to a woman named "Georgia." Carmichael's 1965 autobiography, Sometimes I Wonder, records the origin: a friend suggested: "Why don't you write a song called 'Georgia?' Nobody lost much writing about the South."

The song is best known as sung by Ray Charles, who first recorded the song in 1960. It became Georgia's state song in 1979.

At the beginning of World War II, the song was used for a short time by Lord Haw-Haw on the English-language German radio; it is possible that it was a recording of musician and singer Jack Teagarden.

The song has been covered by many artists, significant among them: Ella Fitzgerald, Gladys Knight, James Brown, Fats Waller, Andrzej Zaucha, Louis Armstrong, Billie Holiday, Nat Gonella and his Georgians, The Band, Django Reinhardt, Priya Mahendra, Mina, Wes Montgomery,Offenbach, Willie Nelson, The Righteous Brothers, Michael Bolton, Widespread Panic, David Bromberg, Kurt Hartel, Van Morrison, and the British groups Coldplay and the Spencer Davis Group (with Steve Winwood on vocals) among others.

One of the best versions ever is by Australian pub rock band "Cold Chisel" with Ian Moss on vocals. This version can be found on the Barking Spiders Live: 1983 album.

The song was also sampled in 2005 by Field Mob, Ludacris, and Jamie Foxx. Georgia is the signature song of the Spirit Drum and Bugle Corps.

Ray Charles It was not until Ray Charles' 1960 recording on The Genius Hits the Road that the song became a major hit. On March 7, 1979, in a mutual symbol of reconciliation after conflict over civil rights issues he performed it before the Georgia General Assembly. After this performance, the connection to the state was firmly made, and the Georgia General Assembly officially adopted it one month later as the state song on April 24, 1979. This version of the song is played with a video montage each time that Georgia Public Television goes off the air (now generally only late on Sunday nights, instead of nightly). The song was used as the theme song to the CBS sitcom Designing Women, initially as an instrumental (performed by Doc Severinsen), and later in a recording by Ray Charles. Charles' version was also sampled for rap group Field Mob's 2005 single, "Georgia", featuring Jamie Foxx and Ludacris. Sometime after 2000, Charles invited Italian singer Giorgia to sing the song with him after learning that she was named in honor of the song.

n 2003, Rolling Stone named "Georgia on My Mind" the 44th greatest song of all time. The song is referenced in The Beatles' "Back in the USSR", with the line "Georgia's always on my mind" referring to Soviet Georgia. The song is strongly featured in the Stone Mountain Laser Show that runs each summer outside Atlanta. The song was one of the songs of the 1996 Summer Olympics held in Atlanta. Lil Wayne samples parts of the song in "Georgia Bush".

The lyrics to Ray Charles version.

Georgia, Georgia,
The whole day through
Just an old sweet song
Keeps Georgia on my mind

I'm say Georgia
Georgia
A song of you
Comes as sweet and clear
As moonlight through the pines

Other arms reach out to me
Other eyes smile tenderly
Still in peaceful dreams I see
The road leads back to you

I said Georgia,
Ooh Georgia, no peace I find
Just an old sweet song
Keeps Georgia on my mind

Other arms reach out to me
Other eyes smile tenderly
Still in peaceful dreams I see
The road leads back to you

Georgia,
Georgia,
No peace, no peace I find
Just this old, sweet song
Keeps Georgia on my mind

I said just an old sweet song,
Keeps Georgia on my mind

martedì 19 febbraio 2008

Amalia Gré

Amalia Grezio, meglio conosciuta con lo pseudonimo di Amalia Gré (Miggiano, 16 giugno 1964) è una cantautrice, designer, scultrice e artista digitale italiana.

Biografia [modifica]

Si è diplomata all'Accademia di Belle Arti di Perugia. A New York, ha studiato recitazione alla scuola Black Nexxus e per 6 anni è stata seguita e incoraggiata da Betty Carter, prima tra tanti artisti - come Bobby McFerrin, Herbie Hancock, Bob Dorought - a credere nella sua voce e nel suo talento. Ha seguito seminari di Mark Murphy e Berry Harris.

Ha all'attivo due album, l'omonimo Amalia Gré, del 2004, e Per te, del 2006. Entrambi sono stati pubblicati dalla casa discografica EMI. Col favore della critica e dei dj (tra tutti Alessio Bertallot), il singolo Io cammino di notte da sola le ha permesso di raggiungere la finale del Festival di Recanati 2001. È autrice degli originali disegni che la ritraggono sulle copertine dei cd.

Nel 2007 partecipa al Festival di Sanremo con il brano Amami per sempre.

Ha collaborato fra gli altri con Marco De Filippis, Mario Biondi, Larry Porter, Michele (Syncopator) Ranauro, Gary Fisher, Sylvia Quenca, Riccardo Biseo, Francesca Viscardi.

Ha fondato i gruppi Music SHine Network (musicshine.net), Free Mistake Project.

continua...

Amalia Gre' and Mario Biondi - Amami per sempre



Amalia Gre' - Avvolgimi Amore




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venerdì 28 dicembre 2007

Fred Astaire

Fred Astaire - all'anagrafe Frederick Austerlitz (Omaha, 10 maggio 1899 – Los Angeles, 22 giugno 1987) è stato un ballerino, coreografo, attore e cantante statunitense che seppe coniugare squisitamente ballo, musica e cinema e fu indiscusso maestro del tip-tap.

Appassionato di danza sin da bambino, Fred Astaire frequenta diverse scuole di ballo, ed insieme alla sorella Adele si sposta a New York, dove si esibiscono in qualche spettacolo teatrale. Notati per il loro stile ed il loro affiatamento, in breve debuttano con successo a Broadway. In riviste come Lady Be Good, di George e Ira Gershwin, i due ballerini ottengono un vero e proprio trionfo. Verso la metà degli anni '20 approdano nei teatri di Londra, riscuotendo anche lì un buon successo.

Fred Astaire, alto, slanciato ed elegante, matura uno stile tutto suo. Con lo sfrenato scalpiccio dei suoi piedi giganteggia nel tip-tap, rendendo questa danza un vera e propria forma d'arte. Nelle sue coreografie cerca di unire il ritmo della musica jazz con l'eleganza di quella europea.

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Fred Astaire







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Addio Oscar Peterson, il genio del piano jazz

Oscar Peterson (Montreal, 15 agosto 1925 – Toronto, 23 dicembre 2007) è stato un pianista canadese di musica jazz.

Straordinario virtuoso del pianoforte è stato probabilmente uno tra i pianisti jazz più prolifici della storia della musica afroamericana. Peterson è anche autore di numerosi testi di esercizi jazz per giovani pianisti. La sua personale e sbalorditiva tecnica pianistica, al servizio di un potente swing, lo rendono stilisticamente immediatamente riconoscibile all'interno di qualsiasi contesto.

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Oscar Peterson Trio Live at Newport



Nat King Cole Oscar Peterson Trio & Coleman Hawkins - Sw



OSCAR PETERSON "ALICE IN WONDERLAND"




Addio Oscar Peterson, il genio del piano jazz

Il pianista Oscar Peterson, leggendario per tecnica, bellezza del suono e fraseggio, è morto l'antivigilia di Natale a Toronto, Canada. Aveva 82 anni. Negli ultimi anni era diventato enorme e si muoveva con fatica. Dei vecchi tempi gli erano rimasti gli occhi buoni che tradivano l'insicurezza interiore, la facilità alle depressioni, e fino al 1993 le mani meravigliose, agilissime, capaci di coprire tredici tasti del pianoforte. Nel maggio di quell'anno un ictus gli offese la mano sinistra, riducendola a un semplice appoggio per qualche nota o accordo. Ma, sostenevano molti critici, a Peterson bastava una mano sola per surclassare tutti i colleghi.
Ciò malgrado, la musica non era venuta a lui come un dono di natura. Fu il risultato di uno studio tenace del piano classico, per molte ore al giorno, al quale si costrinse fin dall'infanzia. A 14 anni (quindi nel 1939: Oscar Emmanuel Peterson nasce a Montreal il 15 agosto 1925) ha il primo importante incontro musicale, quello con il pianista Art Tatum: «È il mio maestro e amico - ha sempre ripetuto -, la persona migliore che io abbia conosciuto, il pianista più grande dell'intero arco storico del jazz».
Sapeva di continuare il messaggio stilistico di Tatum e ne era orgoglioso. Si riteneva un pianista tradizionale, sebbene si fosse affacciato alla ribalta con il jazz moderno nella seconda metà degli anni Quaranta. Gli piaceva che il contenuto emozionale si coniugasse con la preparazione formale, con il bel suono, le forme giuste e le proporzioni definite. Per conseguenza non amava né Thelonious Monk né Cecil Taylor. Adorava invece Charlie Parker, senza notare di contraddirsi. Lo definiva «un genio musicale, ma assurdo come uomo: da un lato l'amore per l'arte e per la vita, dall'altro la droga e l'autodistruzione».
L'altro incontro fondamentale di Peterson è quello con Norman Granz, il principe degli impresari di jazz, che lo scopre per caso nel 1949 ascoltandolo dalla radio di bordo di un taxi. Da quel momento la carriera e la fama di Peterson sono assicurate. Il rovescio della medaglia sarà un rapporto di dipendenza da Granz, personaggio autoritario che, legando a doppio filo il magico virtuoso alle proprie iniziative concertistiche e discografiche, compenserà in parte la sua insicurezza.
La prima scrittura di Peterson è con il gruppo del Jazz at the Philharmonic gestito da Granz; poi il pianista riunisce un trio con Barney Kessel chitarra e Ray Brown contrabbasso. Suona fra gli altri con Ella Fitzgerald, Charlie Parker, Lester Young, Billie Holiday, Dizzy Gillespie, Sarah Vaughan. I dischi a suo nome diventano innumerevoli e i concerti si estendono a tutto il mondo. La sua formazione preferita è il trio con il contrabbasso e la batteria, o il quartetto se c'è una chitarra, ma tiene anche concerti trionfali di pianoforte solo.
Accanto a Peterson, per lunghi anni, si trovano soprattutto il sommo contrabbassista danese Niels Pedersen, e il chitarrista Joe Pass che la morte gli toglie nel 1994, mentre cambiano spesso i batteristi. Dopo il malanno del 1993 la collaborazione di Pedersen diventa essenziale per il pianista: il suono e il ritmo del contrabbasso quasi compensano le carenze della mano sinistra. Nel 1997 si aggiunge al gruppo il chitarrista svedese Ulf Wakenius, Peterson si sottopone a continue cure e sembra che il peggio sia passato. Ma la cattiva sorte è ancora in agguato. Nel 2003 qualcosa si guasta nell'equilibrio psicofisico di Pedersen, e il pianista deve rinunciare al suo alter ego che si spegne nel maggio 2005. Due mesi dopo Peterson, per la prima e l'ultima volta, è osannato all'Umbria Jazz. Ai cinquemila spettatori allibiti si presenta in carrozzella. Suona ancora bene e non cessa di frequentare le sale di registrazione. Un mese fa aveva inaugurato un suo nuovo website scrivendo «Welcome to my new beginning».


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martedì 25 dicembre 2007

Paquito D'Rivera

Paquito D'Rivera (L'Avana, Cuba - 1948) é un sassofonista (sax contralto e clarinettista jazz).
Iniziato al sax dal padre Tito, Paquito si innamora del jazz ascoltando Live at Carneige Hall di Benny Goodman. A dodici anni conosce in conservatorio Chucho Valdès e inizia la sua avventura nel jazz. Entra nel 1963 nell'orchestra del Teatro Musical de L'Avana. Nel 1967 fonda con Valdès l'orchestra cubana di musica moderna e ne diviene il direttore artistico. Qualche anno dopo, sempre con Valdès e Arturo Sandoval, partecipa alla creazione del gruppo di jazz cubano "Irakere". Nel 1976 registra in duo con il bassista danese Niels Pedersen un disco molto interessante. Nel 1980 lascia definitivamente Cuba per stabilirsi a New York. Nella Grande Mela lavora con McCoy Tyner, Dizzy Gillespie, George Coleman, Tito Puente e Astor Piazzolla. Dirige la sua band Havana/New York Ensemble che diviene una fucina di giovani talenti come Michel Camilo, Danilo Perez, Hilton Ruiz e Claudio Roditi. In questi anni predilige le collaborazioni con musicisti di estrazione latin e squisitamente jazz come Chick Corea. Nel 1989 entra nell'orchestra delle Nazioni Uniti diretta da Dizzy Gillespie e quattro anni dopo ne eredita lo scettro. Nello stessa anno mette insieme i musicisti cubani degli ultimi quarant'anni e nel 1994 ricolloca nella storia il pianista cubano Bebo Valdès.
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Panamericana. Paquito d' Rivera. Latin Jazz. 2000



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domenica 23 dicembre 2007

Joe Lovano

Joseph Salvatore Lovano (29 dicembre 1952, Cleveland, Ohio) è un sassofonista, clarinettista, flautista e batterista jazz.

Fino dagli anni 1970, Lovano è stato uno dei maggiori tenor-sassofonisti del mondo, aggiudicandosi tra l'altro un Grammy Award, numerose menzioni sulla rivista Down Beat da parte di molti critici musicali e dagli stessi lettori.




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Joe Lovano LIve at Birdland - Lonely Woman



Joe Lovano -- Blue Bossa




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giovedì 20 dicembre 2007

Natale con Frank Sinatra 3 parte


60 Minutes of Frank Sinatra...Part 1





60 Minutes of Frank Sinatra...Part 2




60 Minutes of Frank Sinatra Part 3




60 Minutes of Frank Sinatra Part 4




60 Minutes of Frank Sinatra Part 5




60 Minutes of Frank Sinatra Part 6



60 Minutes of Frank Sinatra - Just give me five minutes more

Natale con Frank Sinatra 2 parte

Christmas with music by Frank Sinatra...Part 1





Christmas with music by Frank Sinatra...Part 2




Christmas with music by Frank Sinatra...Part 3




Christmas with music by Frank Sinatra...Part 4

Natale con Frank Sinatra 1 parte

Christmas Music: "A Merry Little Christmas", Frank Sinatra








Jingle Bells (Frank Sinatra)




Frank Sinatra - Silent Night


Frank Sinatra - Let It Snow




Frank Sinatra - The First Noel

mercoledì 19 dicembre 2007

Jane Monheit

Jane Monheit (nata il 3 Novembre del 1977)è un vocalista di jazz del Concord Records. Lei ha anche collaborato con artisti del calibro di Michael Bublé e ha ricevuto una Grammy nominations per due delle sue registrazioni

Jane Monheit - More Than You Know



Brani da ascoltare e vedere su Yuotube


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Fred Buscaglione

Fred Buscaglione (nome d'arte di Ferdinando Buscaglione; Torino, 23 novembre 1921 – Roma, 3 febbraio 1960) è stato un cantante e attore italiano.

Raggiunse l'apice della carriera alla fine degli anni cinquanta, interpretando nei film e nelle canzoni il personaggio del duro gangster americano in stile anni '30 con un debole per il whisky e per le donne. È considerato uno fra i principali autori e musicisti di musica swing e jazz dell'Italia del dopoguerra.

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Fred Buscaglione "Guarda che luna" 1959



PORTO FINO i DALIDA






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