giovedì 5 giugno 2008
Chuck Mangione
Charles Frank "Chuck" Mangione (29 Novembre , 1940)
Un jazz raffinato e accattivante quello che Chuck Mangione, trombettista italoamericano (padre e madre siciliani)
l 29 novembre 1940. Suo padre è amico di musicisti come Art Blackey, Horace Silver e, soprattutto, di Dizzy Gillespie che regala al piccolo Chuck la sua prima tromba quando ha soltanto otto anni. Il ragazzo si innamora della musica. Diplomatosi alla Eastman School of Music, nel 1960 forma con suo fratello Gap i Jazz Brothers della cui formazione fanno parte musicisti come Ron Carter, Sal Nistico, Roy McCurdy e Jimmy Garrison. Cinque anni dopo, trasferitosi a New York, si unisce ai Jazz Messenger del vecchio amico di famiglia Art Blackey e suona con musicisti come Maynard Ferguson, Keith Jarrett, Chick Corea. Lasciati i Jazz Messenger forma, nel 1968, il Chuck Mangione Quartet e nel 1970 durante uno show televisivo dirige la Rochester Filarmonic Orchestra nell'esecuzione di Friends and love, una sua composizione che ottiene un grande successo di pubblico e che, pubblicata in un doppio album, diventa il suo primo successo discografico.
Video di feel so good-Chuck Mangione
Link correlati
mercoledì 21 maggio 2008
The Jazz Messengers - A Night in Tunisia
http://it.youtube.com/watch?v=H_v7mUGoKDc
Wayne Shorter , Lee Morgan
Art Blakey , Jymie Merritt , Walter Davis Jr.
dvd"PARIS nel 1959"
sotto la versione di A Night in Tunisia suonata da
Arturo Sandoval & Dizzy Gillespie a Cuba nel 1985
http://it.youtube.com/watch?v=qtb9SkneQLI
La Tromba ed il Sax del Jazz
in questo video un indimenticabile duetto della loro versione dello storico brano "So What"
http://it.youtube.com/watch?v=U4FAKRpUCYY
qui potete invece ascoltare una performance di Miles Davis in No Blues
http://it.youtube.com/watch?v=FxaYVVge60o
e qui una di John Coltrane in Alabama
http://it.youtube.com/watch?v=8j_TDoOPnIA
Chiara Civello - Un passo dopo l'atro
Chiara Civello
UN PASSO DOPO L’ALTRO
music: chiara civello, rob morsberger
lyrics: chiara civello 2005
un passo dopo l'altro
capirai,
ed il mio lento canto
vestira’
le tue paure
con la liberta',
una storia e' vera,
quando se ne va
un passo dopo l'altro
imparerai,
nelle gocce di tempo,
tra ora e mai,
in un altro uomo
un cuore
aspetta perche'
puo' ballare al buio
solo con te
Link su Chiara Civello
http://www.myspace.com/chiaracivello
http://www.chiaracivello.com/
http://www.chiaracivello.com/blog.html
Ray Charles & Betty Carter - Baby it's Cold Outside
Keith Jarrett
La musica che suona ha le sue radici nel pianismo di Bill Evans, che ha trasformato attraverso la ricerca sonora aperta al free jazz alla classica e alla musica minimale.
Bambino prodigio inizia a strimpellare il piano a soli 3 anni ed a 9 da il suo primo concerto.
http://it.wikipedia.org/wiki/Keith_Jarrett
http://en.wikipedia.org/wiki/Keith_Jarrett
http://www.keithjarrett.it/
"My Funny Valentine / Song" Keith Jarrett Trio
http://it.youtube.com/watch?v=qIJuYpe2BHA
Tra le informazioni che ho trovato in rete e nei libri su Jarrett dice che il suo jazz è aperto al free jazz alla classica e alla musica minimale,
Non conoscendo la musica minimale ho cercato se ci fosse in wiky qualche informazione su questo genere di musica
La musica minimale che cos'è?
http://it.wikipedia.org/wiki/Minimalismo
Il minimalismo nella musica [modifica]
Il minimalismo musicale, importante sorgente espressiva della musica della seconda metà del ’900, analogamente e parallelamente al minimalismo delle arti visive, è nato negli Stati Uniti, principalmente sull'onda creativa di Philip Glass, Steve Reich, La Monte Young e Terry Riley, il cui brano IN C del 1964 è da alcuni considerato la pietra miliare del movimento espressivo.
Da subito si è imposto con modalità e gesto musicale originali, che si affrancavano completamente dall’evoluzione delle scuole musicali europee, a partire dal cammino della scuola seriale di Vienna, fino a giungere allo sperimentalismo di musica elettronica, aleatoria e concreta maturate principalmente nelle scuole di Darmstadt e Parigi.
Il percorso è invece quello di una estrema semplificazione della struttura e delle modalità esecutive.
L’architettura della musica minimale si sviluppa su cellule melodiche brevi e semplici, e su figure ritmiche immediate, e dipana il discorso creativo sulla ripetizione, spesso ossessiva, di tali moduli, mentre il castello armonico e timbrico si evolve a formare la chiave espressiva dell’opera, utilizzando talvolta strumenti di raro utilizzo e sonorità inusuali, con la complicità dell’elettronica e della musica popolare.
Nella maturazione di questa modalità vi è un riferimento a formule musicali tipiche della musica etnica proveniente da aree sociali nelle quali il ritmo e il suono percussivo e ricorsivo erano caratteristiche strutturali, come nella musica della zona centrafricana. Ma lo spunto è soltanto una cellula intellettuale dalla quale generare forme che permettono chiavi espressive interessanti e diversificate.
Philip Glass, considerato l’autore di riferimento della corrente musicale, interpreta il minimalismo nel modo più puro, e le sue opere sono paradigmatiche nella ricerca espressiva della corrente.
Steve Reich utilizza la modalità minimale con grande fedeltà, per comporre però opere contaminate dall’interazione con diverse forme espressive, con l’influsso di spunti filosofici nel gesto creativo, e con un sensibile intento di ricerca ed innovazione. Steve Reich è inoltre l'autore di un breve saggio dal titolo "music as a gradual process" che ben sintetizza la prassi compositiva minimalista.
John Adams utilizza la modalità comune della corrente per comporre opere, spesso con il contributo vocale, il cui intento espressivo è spesso connesso a maglie strette con la realtà sociale e politica in cui è immersa la società a lui contemporanea.
Nelle creazioni dell’inglese Michael Nyman invece la modalità del minimalismo è stata abilmente utilizzata per la costruzione di forme di più semplice fruibilità. La sua musica ha riscontrato un maggiore impatto su un vasto pubblico, con una frequente interazione con il mondo del cinema per la realizzazione di colonne sonore.
Nell’ambito della musica europea della seconda metà del ‘900 e dei giorni nostri il minimalismo ha più o meno indirettamente influito sulla creazione di alcuni autori, prevalentemente di area slava o balcanica, e tendenzialmente orientati ad una creatività mistica. La musica del polacco Henryk Górecki è quella che maggiormente mostra i segni dell’influenza minimalista, ed alcune delle sue creazioni rispettano abbastanza fedelmente le modalità strutturali della corrente. L’estone Arvo Pärt mostra in molte sue opere un’affinità con il minimalismo, più nell’intento creativo che ne rigoroso rispetto dell’architettura musicale. L'olandese Louis Andriessen fa proprio il concetto di "ripetizione" tipico della musica minimalista, installandolo però su un tessuto musicale affatto personale, spesso molto cromatico (a differenza degli autori americani, prettamente diatonici).
In Italia negli anni '90 è stato significativo il connubio tra filosofia minimalista e monodia gregoriana attuato da Gianmartino Durighello in opere prevalentemente vocali, alla ricerca di una profonda suggestione mistico-religiosa.
Attualmente in Italia il minimalismo si esprime soprattutto con Ludovico Einaudi e Stefano Ianne. Il primo si esprime prevalentemente con melodie pianistiche minimali impreziosite da cenni elettronici (vedi album "Divenire" 2006 - Decca) pertanto affine alla scuola di stile europeo; il secondo è decisamente sinfonico (vedi album Variabili Armoniche" 2006 - Artesuono Fenice D.M.) nel quale infinite variazioni e microvariazioni rinnovano i temi musicali, più vicino alle posizioni americane. In questo ultimo caso potremmo parlare di un minimalismo come metafora dei tempi, logorati dalla ripetizione. Entrambi sono estremamente evocativi.
Billie Holiday
Billie Holday rappresenta la figura dell'artista maledetto per antonomasia
Di lei si sono raccontate tante cose Sì è parlato della sua esistenza spericolata, che la dava come adolescente prostituta, alcolizzata e drogata.
Sua madre aveva appena 13 anni (ma si dice invece 16) quando Billie naque, ed il padre 15, fu allevata da una bisnonna e da una cugina, Billie visse in miseria Bambina di strada dovette arrangiarsi per soppravivere Iniziò a lavorare lavando le scale prima e poi come sguattera nel bordello del quartiere. Dove poteva ascoltare i dischi di Louis Armstrong e di Bessie Smith. Giovanissima, a soli 10 anni venne violentata da un uomo del quartiere, anche lui nero. Fu ingiustamente accusata della violenza subita e rinchiusa in un riformatorio cattolico fino a quando sua madre riuscì a tirarla fuori per essere raggiunta a New York. La sua vita non fu mai facile e fu violentata ancora, e poi entra successivamente nel giro della prostituzione per procurarsi da vivere. Il che le procuro ben presto una condanna a 4 mesi di carcere. Dopo di che cerco un ingaggio come ballerina in un locale, ma non sapeva cantare, ma venne assunta immediatamente quando la sentirono cantare, e a soli 15 anni inizio la sua carriera di cantante.
Tra le canzoni più famose del repertorio di Billie Holiday ricordiamo "God Bless the Child" (da lei composta), "Lover Man", "I Loves You Porgy" e "The Man I Love" di George Gershwin, "Billie's Blues", "Fine and mellow", "Strange Fruit". Quest'ultima canzone fu negli anni quaranta l'inno della protesta per i diritti civili:
(EN)
« Southern trees bear a strange fruit
Blood on the leaves and blood at the root
Black body swinging in the Southern breeze
Strange fruit hanging from the poplar trees... »
(IT)
« Gli alberi del sud hanno un frutto strano,
sangue sulle foglie e nelle radici,
un corpo nero penzola nella brezza del sud,
un frutto strano che pende dai pioppi... »
(Strange Fruit)
La voce di Billie è profonda sofferta melodica sensibile ed intensa della sua esistenza travagliata e difficile
Liberamente tratto dai siti
http://it.wikipedia.org/wiki/Billie_Holiday http://www.soblue.it/old/personaggi.php?id=4
2 versioni di
Billie Holiday - Strange Fruit
http://it.youtube.com/watch?v=h4ZyuULy9z http://it.youtube.com/watch?v=bXdnD39GYVU
Billie Holiday - Fine and Mellow (1957)
http://it.youtube.com/watch?v=_tNSp7MaADM
Billie Holiday - Summertime
http://it.youtube.com/watch?v=h5ddqniqxFM
Jazz
Nasce verso l'inizio del XX secolo. Il pianista Jelly Roll Morton. diceva di aver inventato il jazz nel 1902. Ma essendo considerato bugiardo e fanfarone non fu mai creduto. In questa pagina potete trovare approfondimenti su "jelly roll morton" http://doctorjazz.co.uk/page10.html in inglese molto dettagliato e qui in italiano su wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Jelly_Roll_Morton.
Molti credono che si possa attribuire a Buddy Bolden http://it.wikipedia.org/wiki/Buddy_Bolden il titolo di iniziatore del jazz, anche se non sono rimasti di lui registrazioni, è rimasto una leggenda ed è il primo cornettista jazz a diventare famoso.
La foto sotto tratta di uno dei tanti alberi genealogici del genere jazz che si può trovare in Internet
ome si vede la musica jazz affonda le sue radici in vari generi musicali la Musica Africana I Canti di lavoro Il Blues Il Gospel da una parte i cantici le fanfare il ragtime e le musice europee dall'altro.
qui http://www.redhotjazz.com/JellyRoll.html potete ascoltare alcuni pezzi d'epoca suonati da Jelly Roll Morton
non si tratta solo di pezzi di jazz ma anche di pezzi di ragtime il primo genere che iniziò a suonare Morton nei bordelli di New Orleans.
Jelly Roll Morton - Dr. Jazz
http://it.youtube.com/watch?v=P9BpXIlq8EQ
Se volete imparare a conoscere ij jazz vi consiglio il sito del nostro amico Toni che lo descrive semplicemente ma con grande maestria http://www.tonidirossi.it/Jazz/jazz_main.htm
giovedì 20 marzo 2008
Lino Patruno
Quando in Italia si dice jazz tradizionale, insieme a quello di Carlo Loffredo, il suo e il nome che viene immediatamente in mente, più che per le sue qualità di chitarrista e banjoista, per quelle di
organizzatore culturale e di indefesso propugnatore di musica in cui, da noi, in molti stanno perdendo memoria.
Link correlati
- http://it.wikipedia.org/wiki/Lino_Patruno
- www.linopatruno.it/
- Jazz Me Blues La trasmissione ideata e condotta da Lino Patruno
- http://www.jazzmeblues.it/
- Lino Patruno mySpace
- Si possono vedere tutti i video di Lino Patruno su YOU TUBE digitando direttamente:
- http://www.youtube.com/results?search_query=lino+patrunoù
- e soltanto quelli di jazz su DAILY MOTION digitando: http://dailymotion.alice.it/videos/relevance/search/lino+patruno/1
domenica 9 marzo 2008
Georgia on My Mind
Georgia on My Mind
From Wikipedia, the free encyclopedia Jump to: navigation, search "Georgia on My Mind" is a song written in 1930 by Stuart Gorrell (lyrics) and Hoagy Carmichael (music). It is the official state song of the U.S. state of Georgia. Gorrell wrote the lyrics for Hoagy's sister, Georgia Carmichael [1]. However, the lyrics of the song are written ambiguously enough as to refer to the state or to a woman named "Georgia." Carmichael's 1965 autobiography, Sometimes I Wonder, records the origin: a friend suggested: "Why don't you write a song called 'Georgia?' Nobody lost much writing about the South."The song is best known as sung by Ray Charles, who first recorded the song in 1960. It became Georgia's state song in 1979.
At the beginning of World War II, the song was used for a short time by Lord Haw-Haw on the English-language German radio; it is possible that it was a recording of musician and singer Jack Teagarden.
The song has been covered by many artists, significant among them: Ella Fitzgerald, Gladys Knight, James Brown, Fats Waller, Andrzej Zaucha, Louis Armstrong, Billie Holiday, Nat Gonella and his Georgians, The Band, Django Reinhardt, Priya Mahendra, Mina, Wes Montgomery,Offenbach, Willie Nelson, The Righteous Brothers, Michael Bolton, Widespread Panic, David Bromberg, Kurt Hartel, Van Morrison, and the British groups Coldplay and the Spencer Davis Group (with Steve Winwood on vocals) among others.
One of the best versions ever is by Australian pub rock band "Cold Chisel" with Ian Moss on vocals. This version can be found on the Barking Spiders Live: 1983 album.
The song was also sampled in 2005 by Field Mob, Ludacris, and Jamie Foxx. Georgia is the signature song of the Spirit Drum and Bugle Corps.Ray Charles It was not until Ray Charles' 1960 recording on The Genius Hits the Road that the song became a major hit. On March 7, 1979, in a mutual symbol of reconciliation after conflict over civil rights issues he performed it before the Georgia General Assembly. After this performance, the connection to the state was firmly made, and the Georgia General Assembly officially adopted it one month later as the state song on April 24, 1979. This version of the song is played with a video montage each time that Georgia Public Television goes off the air (now generally only late on Sunday nights, instead of nightly). The song was used as the theme song to the CBS sitcom Designing Women, initially as an instrumental (performed by Doc Severinsen), and later in a recording by Ray Charles. Charles' version was also sampled for rap group Field Mob's 2005 single, "Georgia", featuring Jamie Foxx and Ludacris. Sometime after 2000, Charles invited Italian singer Giorgia to sing the song with him after learning that she was named in honor of the song. n 2003, Rolling Stone named "Georgia on My Mind" the 44th greatest song of all time. The song is referenced in The Beatles' "Back in the USSR", with the line "Georgia's always on my mind" referring to Soviet Georgia. The song is strongly featured in the Stone Mountain Laser Show that runs each summer outside Atlanta. The song was one of the songs of the 1996 Summer Olympics held in Atlanta. Lil Wayne samples parts of the song in "Georgia Bush".
The lyrics to Ray Charles version.
Georgia, Georgia,
The whole day through
Just an old sweet song
Keeps Georgia on my mind
I'm say Georgia
Georgia
A song of you
Comes as sweet and clear
As moonlight through the pines
Other arms reach out to me
Other eyes smile tenderly
Still in peaceful dreams I see
The road leads back to you
I said Georgia,
Ooh Georgia, no peace I find
Just an old sweet song
Keeps Georgia on my mind
Other arms reach out to me
Other eyes smile tenderly
Still in peaceful dreams I see
The road leads back to you
Georgia,
Georgia,
No peace, no peace I find
Just this old, sweet song
Keeps Georgia on my mind
I said just an old sweet song,
Keeps Georgia on my mind
martedì 19 febbraio 2008
Amalia Gré
Biografia [modifica]
Si è diplomata all'Accademia di Belle Arti di Perugia. A New York, ha studiato recitazione alla scuola Black Nexxus e per 6 anni è stata seguita e incoraggiata da Betty Carter, prima tra tanti artisti - come Bobby McFerrin, Herbie Hancock, Bob Dorought - a credere nella sua voce e nel suo talento. Ha seguito seminari di Mark Murphy e Berry Harris.
Ha all'attivo due album, l'omonimo Amalia Gré, del 2004, e Per te, del 2006. Entrambi sono stati pubblicati dalla casa discografica EMI. Col favore della critica e dei dj (tra tutti Alessio Bertallot), il singolo Io cammino di notte da sola le ha permesso di raggiungere la finale del Festival di Recanati 2001. È autrice degli originali disegni che la ritraggono sulle copertine dei cd.
Nel 2007 partecipa al Festival di Sanremo con il brano Amami per sempre.
Ha collaborato fra gli altri con Marco De Filippis, Mario Biondi, Larry Porter, Michele (Syncopator) Ranauro, Gary Fisher, Sylvia Quenca, Riccardo Biseo, Francesca Viscardi.
Ha fondato i gruppi Music SHine Network (musicshine.net), Free Mistake Project.
continua...Amalia Gre' and Mario Biondi - Amami per sempre
Amalia Gre' - Avvolgimi Amore
Link correllati
domenica 13 gennaio 2008
Cinematic Orchestra 'To Build a Home' - Live At The Barbican
venerdì 28 dicembre 2007
Fred Astaire
Appassionato di danza sin da bambino, Fred Astaire frequenta diverse scuole di ballo, ed insieme alla sorella Adele si sposta a New York, dove si esibiscono in qualche spettacolo teatrale. Notati per il loro stile ed il loro affiatamento, in breve debuttano con successo a Broadway. In riviste come Lady Be Good, di George e Ira Gershwin, i due ballerini ottengono un vero e proprio trionfo. Verso la metà degli anni '20 approdano nei teatri di Londra, riscuotendo anche lì un buon successo.
Fred Astaire, alto, slanciato ed elegante, matura uno stile tutto suo. Con lo sfrenato scalpiccio dei suoi piedi giganteggia nel tip-tap, rendendo questa danza un vera e propria forma d'arte. Nelle sue coreografie cerca di unire il ritmo della musica jazz con l'eleganza di quella europea.continua...
Fred Astaire
Link correlati
Addio Oscar Peterson, il genio del piano jazz
Oscar Peterson (Montreal, 15 agosto 1925 – Toronto, 23 dicembre 2007) è stato un pianista canadese di musica jazz.
Straordinario virtuoso del pianoforte è stato probabilmente uno tra i pianisti jazz più prolifici della storia della musica afroamericana. Peterson è anche autore di numerosi testi di esercizi jazz per giovani pianisti. La sua personale e sbalorditiva tecnica pianistica, al servizio di un potente swing, lo rendono stilisticamente immediatamente riconoscibile all'interno di qualsiasi contesto.
continua...Oscar Peterson Trio Live at Newport
Nat King Cole Oscar Peterson Trio & Coleman Hawkins - Sw
OSCAR PETERSON "ALICE IN WONDERLAND"
Addio Oscar Peterson, il genio del piano jazz
Il pianista Oscar Peterson, leggendario per tecnica, bellezza del suono e fraseggio, è morto l'antivigilia di Natale a Toronto, Canada. Aveva 82 anni. Negli ultimi anni era diventato enorme e si muoveva con fatica. Dei vecchi tempi gli erano rimasti gli occhi buoni che tradivano l'insicurezza interiore, la facilità alle depressioni, e fino al 1993 le mani meravigliose, agilissime, capaci di coprire tredici tasti del pianoforte. Nel maggio di quell'anno un ictus gli offese la mano sinistra, riducendola a un semplice appoggio per qualche nota o accordo. Ma, sostenevano molti critici, a Peterson bastava una mano sola per surclassare tutti i colleghi.
Ciò malgrado, la musica non era venuta a lui come un dono di natura. Fu il risultato di uno studio tenace del piano classico, per molte ore al giorno, al quale si costrinse fin dall'infanzia. A 14 anni (quindi nel 1939: Oscar Emmanuel Peterson nasce a Montreal il 15 agosto 1925) ha il primo importante incontro musicale, quello con il pianista Art Tatum: «È il mio maestro e amico - ha sempre ripetuto -, la persona migliore che io abbia conosciuto, il pianista più grande dell'intero arco storico del jazz».
Sapeva di continuare il messaggio stilistico di Tatum e ne era orgoglioso. Si riteneva un pianista tradizionale, sebbene si fosse affacciato alla ribalta con il jazz moderno nella seconda metà degli anni Quaranta. Gli piaceva che il contenuto emozionale si coniugasse con la preparazione formale, con il bel suono, le forme giuste e le proporzioni definite. Per conseguenza non amava né Thelonious Monk né Cecil Taylor. Adorava invece Charlie Parker, senza notare di contraddirsi. Lo definiva «un genio musicale, ma assurdo come uomo: da un lato l'amore per l'arte e per la vita, dall'altro la droga e l'autodistruzione».
L'altro incontro fondamentale di Peterson è quello con Norman Granz, il principe degli impresari di jazz, che lo scopre per caso nel 1949 ascoltandolo dalla radio di bordo di un taxi. Da quel momento la carriera e la fama di Peterson sono assicurate. Il rovescio della medaglia sarà un rapporto di dipendenza da Granz, personaggio autoritario che, legando a doppio filo il magico virtuoso alle proprie iniziative concertistiche e discografiche, compenserà in parte la sua insicurezza.
La prima scrittura di Peterson è con il gruppo del Jazz at the Philharmonic gestito da Granz; poi il pianista riunisce un trio con Barney Kessel chitarra e Ray Brown contrabbasso. Suona fra gli altri con Ella Fitzgerald, Charlie Parker, Lester Young, Billie Holiday, Dizzy Gillespie, Sarah Vaughan. I dischi a suo nome diventano innumerevoli e i concerti si estendono a tutto il mondo. La sua formazione preferita è il trio con il contrabbasso e la batteria, o il quartetto se c'è una chitarra, ma tiene anche concerti trionfali di pianoforte solo.
Accanto a Peterson, per lunghi anni, si trovano soprattutto il sommo contrabbassista danese Niels Pedersen, e il chitarrista Joe Pass che la morte gli toglie nel 1994, mentre cambiano spesso i batteristi. Dopo il malanno del 1993 la collaborazione di Pedersen diventa essenziale per il pianista: il suono e il ritmo del contrabbasso quasi compensano le carenze della mano sinistra. Nel 1997 si aggiunge al gruppo il chitarrista svedese Ulf Wakenius, Peterson si sottopone a continue cure e sembra che il peggio sia passato. Ma la cattiva sorte è ancora in agguato. Nel 2003 qualcosa si guasta nell'equilibrio psicofisico di Pedersen, e il pianista deve rinunciare al suo alter ego che si spegne nel maggio 2005. Due mesi dopo Peterson, per la prima e l'ultima volta, è osannato all'Umbria Jazz. Ai cinquemila spettatori allibiti si presenta in carrozzella. Suona ancora bene e non cessa di frequentare le sale di registrazione. Un mese fa aveva inaugurato un suo nuovo website scrivendo «Welcome to my new beginning».
Link correlati
- http://www.oscarpeterson.com/
- Stan_Getz_and_The_Oscar_Peterson_Trio
- http://it.wikipedia.org/wiki/Oscar_Peterson
- http://en.wikipedia.org/wiki/Oscar_Peterson
- http://www.jazzitalia.net/IoCero/Peterson_Berna.asp
- La notizia della morte di Peterson su un sito web canadese
- La notizia della morte di Peterson su Il Corriere della Sera
martedì 25 dicembre 2007
Paquito D'Rivera
Iniziato al sax dal padre Tito, Paquito si innamora del jazz ascoltando Live at Carneige Hall di Benny Goodman. A dodici anni conosce in conservatorio Chucho Valdès e inizia la sua avventura nel jazz. Entra nel 1963 nell'orchestra del Teatro Musical de L'Avana. Nel 1967 fonda con Valdès l'orchestra cubana di musica moderna e ne diviene il direttore artistico. Qualche anno dopo, sempre con Valdès e Arturo Sandoval, partecipa alla creazione del gruppo di jazz cubano "Irakere". Nel 1976 registra in duo con il bassista danese Niels Pedersen un disco molto interessante. Nel 1980 lascia definitivamente Cuba per stabilirsi a New York. Nella Grande Mela lavora con McCoy Tyner, Dizzy Gillespie, George Coleman, Tito Puente e Astor Piazzolla. Dirige la sua band Havana/New York Ensemble che diviene una fucina di giovani talenti come Michel Camilo, Danilo Perez, Hilton Ruiz e Claudio Roditi. In questi anni predilige le collaborazioni con musicisti di estrazione latin e squisitamente jazz come Chick Corea. Nel 1989 entra nell'orchestra delle Nazioni Uniti diretta da Dizzy Gillespie e quattro anni dopo ne eredita lo scettro. Nello stessa anno mette insieme i musicisti cubani degli ultimi quarant'anni e nel 1994 ricolloca nella storia il pianista cubano Bebo Valdès.
continua...
Panamericana. Paquito d' Rivera. Latin Jazz. 2000
Link correlati
domenica 23 dicembre 2007
Joe Lovano
Joseph Salvatore Lovano (29 dicembre 1952, Cleveland, Ohio) è un sassofonista, clarinettista, flautista e batterista jazz.
Fino dagli anni 1970, Lovano è stato uno dei maggiori tenor-sassofonisti del mondo, aggiudicandosi tra l'altro un Grammy Award, numerose menzioni sulla rivista Down Beat da parte di molti critici musicali e dagli stessi lettori.Continua...
Joe Lovano LIve at Birdland - Lonely Woman
Joe Lovano -- Blue Bossa
Link correlati
giovedì 20 dicembre 2007
Natale con Frank Sinatra 3 parte
60 Minutes of Frank Sinatra...Part 1
60 Minutes of Frank Sinatra...Part 2
60 Minutes of Frank Sinatra Part 3
60 Minutes of Frank Sinatra Part 4
60 Minutes of Frank Sinatra Part 5
60 Minutes of Frank Sinatra Part 6
60 Minutes of Frank Sinatra - Just give me five minutes more
Natale con Frank Sinatra 2 parte
Christmas with music by Frank Sinatra...Part 2
Christmas with music by Frank Sinatra...Part 3
Christmas with music by Frank Sinatra...Part 4
Natale con Frank Sinatra 1 parte
Jingle Bells (Frank Sinatra)
Frank Sinatra - Silent Night
Frank Sinatra - Let It Snow
Frank Sinatra - The First Noel
mercoledì 19 dicembre 2007
Jane Monheit
Jane Monheit - More Than You Know
Brani da ascoltare e vedere su Yuotube
Link Correlati
Fred Buscaglione
Fred Buscaglione (nome d'arte di Ferdinando Buscaglione; Torino, 23 novembre 1921 – Roma, 3 febbraio 1960) è stato un cantante e attore italiano.
Raggiunse l'apice della carriera alla fine degli anni cinquanta, interpretando nei film e nelle canzoni il personaggio del duro gangster americano in stile anni '30 con un debole per il whisky e per le donne. È considerato uno fra i principali autori e musicisti di musica swing e jazz dell'Italia del dopoguerra.continua...
Fred Buscaglione "Guarda che luna" 1959
PORTO FINO i DALIDA
Siti correlati
martedì 18 dicembre 2007
Bill Evans
Bill Evans
(Plainfield NJ, 16 agosto 1929 - New York, 15 settembre 1980) è stato un celebre pianista jazz.Con Evans si ha la sensazione che il jazz esca da certi schemi che ricordano i sottofondi sonori ad immagini narranti avvenimenti storici lieti o meno. Il modo raffinato lascia campo alla priorità della musica su ogni tipo di subordinazione visiva. Ascoltando l'introduzione di "Blue in green", il fraseggio di "How deep is the ocean" o il canto di "Spring is here" tutto si riempie, ora questa musica apre all'immaginazione.
continua...
http://it.wikipedia.org/wiki/Bill_Evans_(pianista)
Bill Evans (Clarendon Hills, 9 febbraio 1958) è un sassofonista jazz statunitense.
continua...
http://it.wikipedia.org/wiki/Bill_Evans_%28sassofonista%29
Maria Dolores Pradera
Dal 1945 al 1959 è stato sposata con Fernando Fernán Gómez regista di cinema e teatro, scrittore, sceneggiatore, attore spagnolo di origine peruviana.
Maria Dolores Pradera- Maria La Portuguesa
http://es.wikipedia.org/wiki/Mar%C3%ADa_Dolores_Pradera
http://www.biografiasyvidas.com/biografia/p/pradera.htm
Cat Stevens
continua...
cat stevens
Link correlati
http://www.catstevens.com/
http://it.wikipedia.org/wiki/Cat_Stevens
venerdì 14 dicembre 2007
Kenny G
continua...
Kenny G Sade
Link correlati sito ufficiale
domenica 9 dicembre 2007
sabato 8 dicembre 2007
Ástor Piazzolla
Ástor Piazzolla (Mar del Plata, 11 marzo 1921 – Buenos Aires, 4 luglio 1992) è stato un musicista e compositore argentino , ritenuto tra i migliori virtuosi di bandoneón e in prima fila tra i riformatori della cifra stilistica e musicale del tango.
Nacque da genitori italiani, provenienti della città di Trani in Puglia, emigrati in Argentina. Fu una figura controversa nei confronti degli argentini, sia musicalmente che politicamente.
Conosciuto nella sua terra natale come El Gran Ástor o El Gato (il Gatto, per la sua abilità e ingegno) egli è considerato il più importante musicista di tango della seconda metà del ventesimo secolo (Carlos Gardel è il più importante della prima metà).
Si dice che in Argentina tutto può cambiare — tranne il tango — e Piazzolla ha infranto questa regola. La sua musica ha ottenuto consensi in Europa ed in America del Nord prima che nel suo Paese e la rivoluzione che ha apportato a questa forma musicale tradizionale lo ha allineato, forse inevitabilmente, a coloro che volevano fare anche altri cambiamenti nella società Argentina.continua...
Astor Piazzolla Quinteto-Adios Nonino
oblivion astor piazzolla
Astor Piazzolla Soledad
Adios Nonino/Astor Piazzolla
guarda il video cliccando qui : Astor Piazzolla: milonga del angel
Link correlati
Clifford Brown
Clifford Benjamin Brown (Wilmington, 30 ottobre 1930 – Pennsylvania, 26 giugno 1956) è stato un trombettista statunitense. Fu uno dei capiscuola dell'Hard bop.
Nonostante la sua carriera sia durata solo 4 anni, a causa della morte prematura e improvvisa in un incidente automobilistico, Clifford Brown esercitò un notevole influsso sui trombettisti della generazione successiva, tra cui Lee Morgan, Freddie Hubbard, Booker Little, Woody Shaw, Wynton Marsalis, Nicholas Payton, Arturo Sandoval, Valery Ponomarev.
« Il musicista che ricordò di più, però, è Clifford Brown. Mi ispira anche adesso, profondamente. Era così bravo, con quella sua tromba magica, ed è morto a 26 anni per quel terribile incidente automobilistico. »
Yesterdays - Clifford Brown
I'll Remember AprilLEE MORGAN - I REMEMBER CLIFFORD
Benny Golson - "I Remember Clifford"
I Remember Clifford - Arturo Sandoval
Link correlati
Richard Galliano
Inizia a suonare la fisarmonica a 4 anni, sotto l'influenza del padre Luciano, fisarmonicista italiano. Dopo un lungo e intenso periodo di studio (prese lezioni di trombone, armonia e contrappunto all'Accademia di Musica di Nizza), a 14 anni, nella ricerca di una espansione delle sue idee sulla fisarmonica, inizia ad ascoltare la musica jazz e rimane impressionato dal trombettista Clifford Brown, dal quale ha preso numerosi spunti. Di lui disse: "Ho copiato tutti i chorus di Clifford Brown, impressionato dal suo tono, la sua energia e il fraseggio che riusciva a sviluppare sulla tonante base ritmica di Max Roach".
Affascinato da questo nuovo mondo, era stupito che la fisarmonica non avesse ancora preso parte a questa avventura. Si impegnò a questo scopo unendosi a varie formazioni.
Bireli Lagrene & Richard Galliano - Waltz For Nicky
Enrico Rava And Richard Galliano play Spleen
giovedì 6 dicembre 2007
Fred Bongusto
continua...
Una Rotonda sul mare 1989 - Sigla
Link correlati
Astrud Gilberto
Astrud Gilberto. , nata Astrud Weinert, (nata a Salvador, nello stato di Bahia, in Brasile il 29 marzo 1940) è una cantante brasiliana, popolare negli anni '60 per la canzone The Girl From Ipanema che ha vinto il premio Grammy, e altre canzoni di bossa nova e jazz samba.
continua...
Astrud Gilberto - The girl from Ipanema (#2)
Corcovado - Astrud Gilberto & Stan Getz
Astrud Gilberto - Fly Me To The Moon
http://it.wikipedia.org/wiki/Astrud_Gilberto
http://en.wikipedia.org/wiki/Astrud_Gilberto
http://www.astrudgilberto.com/
The Saga of Mr. Jelly Lord
'The Saga of Mr. Jelly Lord' rappresenta uno dei documenti più esclusivi e importanti sul grande jazz americano. L'opera ha attirato l'attenzione di stampa e pubblico ed ha ispirato il saggio di Alan Lomax 'Mr Jelly Roll'. Il 21 maggio del 1938 fu lo stesso Lomax ad invitare Ferdinand Joseph Morton al Coolidge Auditorium del Congresso di Washington per registrare le 3 opere, i 5 concerti, le 15 sinfonie, le parti di piano solo e di parlato, contenute nel cofanetto. La sessione di registrazione durò cinque settimane, con alcune interruzioni dovute al precario stato di salute dell'artista'. (Tratto dalle note di copertina dell'edizione Circle del 1950).
Nato a New Orleans il 20 settembre del 1885, Jelly Roll Morton, pioniere dello stile pianistico Jazz, comincia la sua carriera artistica e musicale suonando la chitarra e il mandolino nei saloni di barbiere e poi in un bordello.
Proprio qui il musicista perfeziona le sue qualità di pianista e di compositore, fondendo la musicalità del ragtime e del blues, di motivi popolari e arie d'opera, con la musica della tradizione nera, meticcia e messicana. I primi duri anni della sua carriera lo rendono un musicista di eccezionale capacità tecnica, da cui hanno tratto insegnamento i pianisti della generazione successiva.
Il movimento e l'elaborazione tramite riff, improvvisazione negli assoli, la ricercatezza timbrica vocale e strumentale sono le linee guide della sua creatività. Nel 1926 costituisce il complesso 'Red Hot Peppers' col quale dà vita alle più belle incisioni, curando scrupolosamente gli arrangiamenti e l'esecuzione: un feeling (raggiunto anche grazie alle lunghe prove) che ancora oggi attrae e ci fa viaggiare nei suoni dell'America degli anni '30. Ma le doti eccezionali non muteranno mai i tratti duri del carattere violento di Morton, anzi, la presunzione di essere il più grande musicista e interprete dei suoi tempi acuisce la sua arroganza. Il momento più fortunato della carriera di Morton è tra il 1926 e il 1929, ma con l'affermarsi, negli anni successivi, dello swing e delle grandi orchestre, il successo del musicista declina fino a scomparire del tutto: la progressiva emarginazione è causata anche dal suo carattere violento e dall'alcolismo. Solo nel 1938 riesce di nuovo ad incidere e a rivivere un momento di successo.
Ma l'arroganza lo rende di nuovo inviso all'ambiente musicale: muore in miseria il 10 luglio del 1941, dimenticato da tutti.
Ascolta qui
Radioclub. Frank Sinatra
E' il 20 maggio e Sinatra arriva puntualissimo negli studi radiofonici, ma il dirigente di turno, salutandolo, si ricorda improvvisamente che l'illustre ospite non gradisce affatto cantare in una fredda sala vuota. Detto fatto, in pochi minuti, impiegati, fattorini, segretari, custodi e visitatori vengono scaraventati in sala A per fare 'pubblico'.
Il cantante americano canta "Night and Day", "Laura" e "September Song". Intanto, per scaldare l'ambiente, l'attore Enzo Turco dedica dei versi napoletani all'artista statunitense e, soprattutto, si esibisce un giovane cantante, per la verita' piu' noto come attore, che spesso si aggira fra gli studi alla ricerca di una scrittura.
Il cantante e' Domenico Modugno, indicato erroneamente, nella scheda contenuta nel padellone ritrovato, come Salvatore. Frank Sinatra e' curioso di sapere cosa abbia cantato quel giovanotto riccio per aver avuto tanto successo. Modugno gli fa vedere un pezzo di carta con il testo della canzone appena eseguita. Si tratta di "Ninna Nanna", scritta da Franco Nebbia, noto jazzista, che ha condotto anche la trasmissione "Il Gambero". Sinatra legge il testo, sembra interessato, ripone il biglietto nella tasca della giacca, parlotta con il giovane cantante e alla fine lo congeda affettuosamente. Cio' basta a convincere i funzionari Rai che quel giovanotto ha un futuro.
Ascolta qui
Here Comes Santa Claus
In occasione delle Feste Natalizie, Radioscrigno vi propone e vi regala "Here Comes Santa Claus", interpretata da Doris Day, accompagnata da Quartetto vocale maschile. L'incisione e' su disco Columbia, CQ 2412, depositato a norma di legge, in Italia, nel 1952.
Doris Day, la biondissima attrice e cantante, e' famosa per le sue interpretazioni nel cinema brillante americano degli anni Cinquanta. Nata a Cincinnati nel 1924, e dopo aver sognato una carriera da ballerina, e' grazie alle sue notevoli doti canore che invece si impone al grosso pubblico, che ne apprezza non solo la bravura artistica, ma anche il suo famoso sorriso rassicurante, e, allo stesso tempo, estremamente sexy.
I suoi film piu' noti sono: "Non sparare, baciami", "Amami o lasciami", e, soprattutto, nel 1956, "L'uomo che sapeva troppo" - di Alfred Hitchcock - che la Day interpreta a fianco di James Stewart, e dove canta "Que sera sera", il suo brano piu' noto.
Grande successo ebbero anche i films, girati in coppia con Rock Hudson, tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, molto apprezzati dal pubblico, malgrado i contenuti altamente allusivi ("Il letto racconta...", "Amore ritorna"). Negli anni Settanta, l'attrice abbandona il cinema e comincia a lavorare solo per la televisione.
Il RESTAURO e la pulizia di Radioscrigno vi permettono di apprezzare, in "Here Comes Santa Claus" non solo le doti canore di Doris Day, ma anche gli effetti sonori del disco, in particolare i campanelli della slitta di Babbo Natale...
AUGURI A TUTTI!
Ascolta i brani qui
Le canzonette di Leopoldo Fregoli
Radioscrigno ha restaurato tre 78 giri, gia' pubblicati nella sezione RITROVAMENTI, interpretati da Leopoldo Fregoli:
'Il Corno' - Societa' italiana di Fonotipia, no. 39618 n. 453;
'La fruttarola' - Societa' italiana di Fonotipia, no. 39615 n.454;
'Do, re, mi, fa'!' Societa' italiana di Fonotipia, no. 39613-614, n.1;
Queste tre canzonette, incise del 1906, fanno parte di una collana di dischi edita dalla Fonotipia di Milano, con l'autografo degli interpreti sull'etichetta e inciso sulla matrice: un prezioso cimelio, degno di un museo della musica.
Radioscrigno ha deciso questo restauro, in modo che il navigatore possa apprezzare meglio le doti canore e vocali del celebre trasformista romano.
Ascolta qui
Sassofoni e vecchie trombette del Quartetto Cetra
Un nuovo restauro realizzato da Maurizio Messina e Stefano Pogelli, grazie ai mezzi del nuovo laboratorio di Radioscrigno.
Ancora una volta si tratta di vecchie incisioni dell'ottobre 1954, tratte dalle riviste radiofoniche realizzate dal Quartetto Cetra, tra il 1953 e il 1955. A partire dall'ottobre 1953 va in onda sul Secondo Programma "Sassofoni e vecchie trombette. L'impossibile storia del jazz". Il titolo parla da sé: la storia del jazz riveduta e corretta da Tata, Virgilio, Felice e Cia; un alternarsi di gag e canzoni scritte appositamente per l'occasione; le orchestre sono di Francesco Ferrari - con l'arrangiamento di Puccio Roelens - e di Guido Cergoli - con l'arrangiamento di Riz Ortolani.
La Cetra pubblica il meglio di queste canzoni; in particolar modo realizza due extended play, che abbiamo scovato rovistando tra i tesori della Discoteca Radio Rai. Prima di ripulirli Radioscrigno li ha pubblicati nella sezione Ritrovamenti, in modo da far ascoltare la differenza tra il suono della matrice sporcata dal tempo e la versione ripulita dal nostro laboratorio. I quattro brani del supporto Extended Play dal titolo "Sassofoni e vecchie trombette. L'impossibile storia del jazz" - Cetra EP 0517 - sono: Un turista ad Harlem di Savona e Giacobetti, con l'accompagnamento dell'Orchestra Ferrari; Al festival del jazz di Lelio Luttazzi e l'accompagnamento dell'Orchestra Ferrari; Un gettone nel Juke Box, di Savona e Zapponi, con l'accompagnamento dell'Orchestra Ferrari; Il favoloso Gershwin di Luttazzi e Zapponi. Ricordiamo alcuni particolari: esiste anche una versione molto particolare del brano Al festival del jazz, interpretata dal Quartetto con l'accompagnamento di Lelio Luttazzi e di Gorni Kramer, ospiti della rivista radiofonica "Il piccolissimo teatro del Quartetto Cetra", andata in onda nel 1955. Ricordiamo infine che, grazie ad un nuovo testo, Un gettone nel Juke Box sarà la sigla del "Piccolissimo teatro del Quartetto Cetra".
Ascolta i brani
- http://www.radio.rai.it/radioscrigno/audio/rst179.ram Un turista ad Harlem
- http://www.radio.rai.it/radioscrigno/audio/rst182.ram Al festival del jazz
- http://www.radio.rai.it/radioscrigno/audio/rst181.ram Un gettone nel juke box
- http://www.radio.rai.it/radioscrigno/audio/rst180.ram Il faviloso Gershwin
Radioclub. Frank Sinatra
Radioclub. Frank Sinatra Radioscrigno ha gia' pubblicato su RITROVAMENTI questo documento storico di grande bellezza e ha deciso di restaurarlo, per permettervi di fare il confronto tra l'audio del vecchio padellone e l'audio ripulito. L'importante ritrovamento riguarda 'The Voice', colto in un suo rapido passaggio in Italia. Nel corso del suo tour del 1953 nel nostro paese, Sinatra viene invitato dalla Rai a partecipare alla trasmissione 'Radioclub', condotta da Guido Notari.
E' il 20 maggio e Sinatra arriva puntualissimo negli studi radiofonici, ma il dirigente di turno, salutandolo, si ricorda improvvisamente che l'illustre ospite non gradisce affatto cantare in una fredda sala vuota. Detto fatto, in pochi minuti, impiegati, fattorini, segretari, custodi e visitatori vengono scaraventati in sala A per fare 'pubblico'.
Il cantante americano canta "Night and Day", "Laura" e "September Song". Intanto, per scaldare l'ambiente, l'attore Enzo Turco dedica dei versi napoletani all'artista statunitense e, soprattutto, si esibisce un giovane cantante, per la verita' piu' noto come attore, che spesso si aggira fra gli studi alla ricerca di una scrittura.
Il cantante e' Domenico Modugno, indicato erroneamente, nella scheda contenuta nel padellone ritrovato, come Salvatore. Frank Sinatra e' curioso di sapere cosa abbia cantato quel giovanotto riccio per aver avuto tanto successo. Modugno gli fa vedere un pezzo di carta con il testo della canzone appena eseguita. Si tratta di "Ninna Nanna", scritta da Franco Nebbia, noto jazzista, che ha condotto anche la trasmissione "Il Gambero". Sinatra legge il testo, sembra interessato, ripone il biglietto nella tasca della giacca, parlotta con il giovane cantante e alla fine lo congeda affettuosamente. Cio' basta a convincere i funzionari Rai che quel giovanotto ha un futuro.
Ascolta qui
Vittorio Franchini è uno dei critici musicali de "Il Corriere della Sera" di cui è stato inviato speciale e caporedattore. La sua attività è stata amplissima, dalla direzione di settimanali e mensili alla scrittura di sceneggiati e programmi per radio e televisione. Specialista di cultura africana, ha pubblicato una ventina di libri dedicati alla musica, all'Africa ed agli Stati Uniti fra cui "Suono nero" e "Il paese della musica felice: Louisiana, jazz, voodoo e alligatori".
Ma Vittorio Franchini non è solo critico musicale : è un intellettuale curioso e giramondo che in tutti li importanti incarichi che ha ricoperto, dirigendo tra l'altro La Domenica del Corriere e Qui Touring, ha portato la sua straordinaria sensibilità per le storie da cui nascono gli avvenimenti, compresi quelli artistici. Pioniere della biografia jazzistica in Italia, con lavori dedicati a Louis Armstrong, Duke Ellington, Lester Young, George Gerswhin, Gorni Kramer e Franco Cerri, è andato in Africa per cercare di capirne storia e attualità, divenendone un profondo conoscitore, firmando Libri essenziali come La casa delle stelle, dedicato alla cosmologia dei Dogon del Mali, Africa ama, Cercando l’uomo, Suono Nero, Il tamburo che ha creato il mondo. Il suo ultimo libro è Il paese della musica felice, un avvincente e partecipato ritratto della Louisiana, culla del jazz. Autore di testi per teatro, musica e performances multimediali, Franchini è un testimone appassionato ma non sentimentale della vicenda del jazz in Italia e in Europa. Molti dei libri di Franchini sono llustrati da immagini di Elena Carminati che è uno dei fotografi più noti in Italia in ambito jazzistico. I suoi scatti compaiono su quotidiani, riviste specializzate, enciclopedie, dischi, libri, siti (fra cui quello di Gerry Mulligan). Significativo è il suo contributo alle edizioni di Umbria Jazz e Siena Jazz. Ha pubblicato il volume "Gente del jazz", interamente dedicato al proprio lavoro di fotografa.Elena Carminati, ha il dono - grazie alla vicinanza umana con i musicisti - di sintetizzare in uno scatto la personalità di un jazzista, o l'atmosfera di un luogo: in questo libro testi e immagini si completano per creare vividi ritratti dei jazzman e della loro musica. Il libro contiene quattro CD con un’ampia antologia di brani di Jazz per accompagnare con l’ascolto le storie narrate.
mercoledì 5 dicembre 2007
Il restauro di Radioscrigno 'The Saga of Mr. Jelly Roll'
'The Saga of Mr. Jelly Lord' rappresenta uno dei documenti più esclusivi e importanti sul grande jazz americano. L'opera ha attirato l'attenzione di stampa e pubblico ed ha ispirato il saggio di Alan Lomax 'Mr Jelly Roll'. Il 21 maggio del 1938 fu lo stesso Lomax ad invitare Ferdinand Joseph Morton al Coolidge Auditorium del Congresso di Washington per registrare le 3 opere, i 5 concerti, le 15 sinfonie, le parti di piano solo e di parlato, contenute nel cofanetto. La sessione di registrazione durò cinque settimane, con alcune interruzioni dovute al precario stato di salute dell'artista'. (Tratto dalle note di copertina dell'edizione Circle del 1950).
Nato a New Orleans il 20 settembre del 1885, Jelly Roll Morton, pioniere dello stile pianistico Jazz, comincia la sua carriera artistica e musicale suonando la chitarra e il mandolino nei saloni di barbiere e poi in un bordello.
Proprio qui il musicista perfeziona le sue qualità di pianista e di compositore, fondendo la musicalità del ragtime e del blues, di motivi popolari e arie d'opera, con la musica della tradizione nera, meticcia e messicana. I primi duri anni della sua carriera lo rendono un musicista di eccezionale capacità tecnica, da cui hanno tratto insegnamento i pianisti della generazione successiva.
Il movimento e l'elaborazione tramite riff, improvvisazione negli assoli, la ricercatezza timbrica vocale e strumentale sono le linee guide della sua creatività. Nel 1926 costituisce il complesso 'Red Hot Peppers' col quale dà vita alle più belle incisioni, curando scrupolosamente gli arrangiamenti e l'esecuzione: un feeling (raggiunto anche grazie alle lunghe prove) che ancora oggi attrae e ci fa viaggiare nei suoni dell'America degli anni '30. Ma le doti eccezionali non muteranno mai i tratti duri del carattere violento di Morton, anzi, la presunzione di essere il più grande musicista e interprete dei suoi tempi acuisce la sua arroganza. Il momento più fortunato della carriera di Morton è tra il 1926 e il 1929, ma con l'affermarsi, negli anni successivi, dello swing e delle grandi orchestre, il successo del musicista declina fino a scomparire del tutto: la progressiva emarginazione è causata anche dal suo carattere violento e dall'alcolismo. Solo nel 1938 riesce di nuovo ad incidere e a rivivere un momento di successo.
Ma l'arroganza lo rende di nuovo inviso all'ambiente musicale: muore in miseria il 10 luglio del 1941, dimenticato da tutti.
Ascolta qui
Barbra Streisand
È l'artista femminile ad aver venduto il maggior numero di dischi negli Stati Uniti, con 71 milioni di copie all'attivo solo in questo mercato. In carriera ha collezionato un premio per ciascuna categoria: due Academy Award (cinema), nove Grammy Award (musica), sei Emmy Award (televisione) e un Tony Award (teatro).
continua...
Barbra Streisand - The Way We Were (1975)
Barbra Streisand - Woman in Love
Barbra Streisand - Somewhere (With IL Divo) 2006
Barbra Streisand & Neil Diamond - You Don't Bring Me Flowers
Guarda Barbra Streisand in "Hello Dolly"
Celine Dion & Barbra Streisand - Tell Him
Link correlati
Mario Biondi
Mario Biondi (Catania, 28 gennaio 1971) è un cantante italiano.
Il vero cognome di Mario Biondi è Ranno. La scelta di questo cognome è in ricordo del cognome d'arte che usava il padre, il cantante Stefano Biondi.continua...
Mario Biondi "This Is What You Are"
Amalia Gre' and Mario Biondi - Amami per sempre
Mario Biondi - I Can't Keep From Cryin Sometimes
2007 Feb 02 Victory Mario Biondi Live
Link correlati
martedì 4 dicembre 2007
Rari e introvabili... Jazz
Cannonball Adderley - Work Song - Jazz Scene USA
Cannonball Adderley - Primitivo - Jazz Scene USA
Video Clip - Dave Brubeck Quartet - Take Five (Jazz Casual ')
Jazz Icons: Thelonious Monk- Live In '66