E' Uno dei Set di Cd che ascolto con gli amici che di solito compro o all'IperCoop Virgilio o alla Comet di Levata, è composto da una serie di brani famosi Hits in inglese vuol dire successi, suonati in versione Jazz
I Novecento sono un gruppo musicale italiano di musica pop, jazz e funky, molto attivo negli anni '80 e '90 e tornato in vetta alle classifiche nel 2008 con il singolo Cry dopo quasi un decennio di silenzio in cui la formazione si è dedicata alla produzione di artisti stranieri.
La nascita ufficiale del gruppo risale al 1984. La band è formata dai fratelli Pino, Lino e Rossana Nicolosi a cui si aggiunge la cantante Dora Carofiglio (che successivamente diventerà moglie di Lino). In via informale i quattro suonano insieme già dal 1977 (anno in cui i fratelli Nicolosi conoscono la Carofiglio). I Novecento adottano la formula di suddividersi i vari compiti musicali, cofirmando tuttavia i loro brani. Prima fase: i primi anni e l'arrivo del successo (1984-1997)
I primi riconoscimenti arrivano durante i loro primi concerti nei club cittadini dove riescono a ricreare atmosfere internazionali durante l'esecuzione dei loro brani grazie ad arrangiamenti semplici e incisivi, lasciando trasparire le influenze jazz, funky e pop di cantanti come Al Jarreau, Stevie Wonder, Chaka Khan, Genesis e Pink Floyd.
Contemporaneamente allestiscono un proprio studio di registrazione, autoproducendo alcuni album la cui distribuzione viene poi affidata a importanti etichette italiane dell'epoca (Five Records, Baby Records, etc.) ed internazionali (WEA, Warner Music, ZTT, etc.).
Il loro primo successo arriva nel 1984: il singolo Movin'on spopola le classifiche italiane con quasi 100.000 copie vendute[1] e la vincita del premio "Miglior rivelazione" assegnato dalla trasmissione televisiva Azzurro '84. Alla fine dello stesso anno esce il singolo The only one e il loro primo album: Novecento.
Nel 1986 il singolo Excessive love viene adottato come jingle per la pubblicità televisiva di una famosa marca di yogurt: questo evento spalanca ai Novecento le porte della produzione degli spot pubblicitari, con molte richieste di produzione di brani originali. Ma il 1986 è anche l'anno del loro secondo album: Dreamland.
Iniziano le partecipazioni stabili a importanti trasmissioni televisive (come il Festivalbar) e radiofoniche, si susseguono tourné (prevalentemente estive), video di successo e la produzione di altri album.
La seconda svolta arriva nel 1995: portati alla ribalta anche all'estero dalla Five Records, i Novecento chiudono un contratto con la ZTT, una tra le più prestigiose case discografiche anglosassoni distribuita dalla Warner Music e, successivamente, con la prestigiosa etichetta statunitense Atlantic.
Il 1997 segna la fine della prima fase artistica dei Novecento: esce l'album C'è un mondo che (l'unico con testi in italiano) ed inizia la loro fase di produttori. Seconda fase: un nuovo inizio (1998-2002)
Nel 1998 aprono un nuovo studio di registrazione a San Giuliano, città dove risiedono. Questa seconda fase vede i Novecento avvicinarsi molto alla musica jazz: iniziano a produrre artisti internazionali provenienti dal soul e dal funk interessandosi anche degli arrangiamenti.
Producono per Billy Preston l'album You and I che li vede anche come musicisti e arrangiatori. Segue l'album Collection per Osibisa e The Best per i Delegation. Nel 2001 è la volta di Drum'n voice del batterista Billy Cohban: l'album riscuote un enorme successo, tanto da venire distribuito a livello internazionale da ben 24 consorelle della Sony.
In quegli anni nasce ufficialmente la Nicolosi Productions che nel corso degli anni si aggiudica prestigiose produzioni internazionali: Live Takes di Toots Thielemans, In Harmony's way di Jeff Berlin, The things I see di Gary Husband.
Questo periodo di successi si conclude con il loro album Featuring dove i Novecento ripropongono con arrangiamenti soul e jazz molte canzoni degli album prodotti e arrangiati in quegli anni. Terza fase: il ritorno come band (2008)
Nella primavera del 2008 esce il singolo Cry che scala la vetta della classifica italiana dei singoli e diventa in pochi giorni il brano più scaricato da iTunes.[2] Segue a pochi mesi di distanza Stop the time, altro singolo di successo,[3] entrambi anticipatori dell'album Secret. Formazione
La formazione della band è sempre rimasta invariata dal 1984 ad oggi:
The Manhattan Transfer è un gruppo vocale statunitense, fondato nel 1969 da Tim Hauser (Troy, New York City 12 dicembre 1941) insieme alla vocalist Laurel Massè. Il primo album del gruppo, del 1971, si intitolò Jukin' e fu un discreto successo. Qualche settimana dopo, Hauser incontrò ad un party Janis Siegel (Brooklyn, New York 1952) e, sebbene lei facesse parte di un altro gruppo musicale, la convinse ad entrare a far parte del suo.
Dopo qualche tempo, Hauser conobbe il talento artistico di Alan Paul (Newark, New Jersey 23 novembre 1949), in quel periodo tra i protagonisti a Broadway del celebre musical Grease. Quando Alan Paul accettò di far parte del gruppo di Hauser, I Manhattan Transfer erano finalmente una band vera. La band inizialmente si occupò prevalentemente di riproporre classici del jazz degli anni 40. La loro cover del 1977 di Chanson D'Amour, arrivò al primo posto nel Regno Unito.
La scalata al successo iniziò con l'album del 1975 The Manhattan Transfer, anche se fu un successo soprattutto europeo. I successivi album Coming Out (1976), Pastiche (1978) e The Manhattan Transfer Live (1978) ottennero ancora un buon successo. Nel 1978 Laurel Massè ebbe un gravissimo incidente stradale e decise di lasciare il gruppo (successivamente avrebbe ricominciato a cantare, ottenendo un buon successo da solista). La Massè fu sostituita dalla voce di Cheryl Bentyne (1954), di Seattle.
Nel 1979, con l'album Extension, il gruppo raggiunse il definitivo successo, ribadito dal successivo Mecca for Moderns del 1981. Un approccio più jazzistico si rivelò in Bodies and Souls del 1983 e fu ancora più marcato nei due lavori successivi, Vocalese e Bop Doo Wopp del 1985. Vocalese fu candidato ai Grammy Awards in ben 12 categorie, primato superato solo da Thriller di Michael Jackson.
Del 1987 fu l'album Brasil che ebbe un successo mondiale di grande rilevanza. Nel 1992, il gruppo tentò una revisione del proprio stile con l'album The Offbeat Of Avenues. Sono seguiti, poi, numerosi album live, raccolte ed alcuni successi come Tonin' del 1995, Swing del 1997 e, soprattutto, Vibrate del 2004.The Manhattan Transfer è un gruppo che, ancora oggi, mantiene un buon successo sia di vendita che nei concerti.
Dexter (Keith) Gordon (27 febbraio 1923 – 25 aprile 1990) è stato un sassofonista statunitense.
Fu un musicista jazz statunitense, virtuoso del sassofono tenore. Considerato uno dei padri del bebop, il suo percorso musicale è costellato di collaborazioni preziose : Lionel Hampton, Tadd Dameron, Charles Mingus, Louis Armstrong, Dizzy Gillespie, nonché Billy Eckstine nella cui orchestra entrò nel 1943. Dexter Gordon live in Amsterdam (1980)
Il suono che Gordon riusciva ad ottenere era pieno e spazioso (una caratteristica in parte dovuta al suo fisico imponente[1]) e la sua tendenza a suonare laid back, vale a dire dietro al tempo.
A 17 anni Gordon debuttò nell'orchestra di Lionel Hampton, a 20 anni venne chiamato nella formazione di Louis Armstrong, ma il suo vero maestro fu Lester Young, che influenzò fortemente il suo stile. Pur senza introdurre fondamentali innovazioni linguistiche (come fecero Charlie Parker o John Coltrane), Dexter Gordon ha lasciato un'eredità tecnica e stilistica chiaramente individuabile in molti sassofonisti jazz contemporanei, specialmente per quello che riguarda la sua interpretazione delle ballads[2]. Il produttore Ira Gitler, nelle note di copertina dell'album Doin' all right, afferma che lo stile di Gordon nei primi anni influenzò tanto Coltrane quanto Sonny Rollins, e che egli sarebbe stato poi influenzato da loro.
Dopo aver lavorato con Charlie Parker a New York, il suo nome diventò famosissimo nell'ambiente. Verso la fine degli anni '50, l'avvento del cool jazz lo fece lentamente scomparire dalla scena. Tra un ingresso e l'altro in carcere per reati connessi alla droga, Gordon cominciò ad avere seri problemi di alcolismo che comportarono il suo inesorabile declino.
Nel 1962 intraprese un lungo "esilio" in Europa, dove trascorse 15 anni suonando e vivendo principalmente a Parigi e Copenaghen, e collaborando regolarmente con alcuni jazzmen espatriati quale Bud Powell, Freddie Hubbard, Bobby Hutcherson, Kenny Drew, Horace Parlan e Billy Higgins.
Occasionalmente tornò negli Stati Uniti per registrare molti degli album usciti sotto il suo nome, ma sono i sette album che ha registrato per la Blue Note Records negli anni sessanta (Doin' Allright, Dexter Calling..., Go, A Swingin' Affair, Our Man in Paris, One Flight Up, e Gettin' Around) ad essere considerati le sue opere migliori.
Il ritorno negli Stati Uniti avvenne nel 1976. L'esibizione di quell'anno al Village Vanguard di New York fu un nuovo inizio dal punto di vista sia discografico che artistico, e la critica finalmente lo riconobbe come uno dei migliori sassofonisti jazz.
L'improvvisa crescita di popolarità di Dexter Gordon solleticò le attenzioni della Columbia Records: il fatto che la nota etichetta si interessasse al jazz acustico "tradizionale" piuttosto che agli stili commerciali che erano comunque stati promossi durante la prima parte degli anni settanta fu vista come una svolta nella discografia mondiale del jazz.
Mentre era in prigione per possesso di eroina, Gordon divenne un appassionato di cinema, e per questo nel 1986 accettò con entusiasmo di interpretare la parte del protagonista in Round Midnight - A mezzanotte circa diretto da Bertrand Tavernier e ispirato alla vita di Bud Powell e Lester Young.
Attraverso la foto scattatagli da Herman Leonard al Royal Roost nel 1948, Dexter Gordon è divenuto parte integrante dell'iconografia del jazz.
Fra i successi e le soddisfazioni personali, la storia di Gordon può annoverare una candidatura dalla Awards Academy come miglior attore protagonista ed una come miglior musicista dell'anno 1978 e 1980.
Questo eccezionale gruppo è nat nel 1987 composto da Darmon Meader, Peter Eldridge, Kim Nazarian, Caprice Fox and Sara Krieger. sono ritenuti gli eredi dei Manhattan Transfer e di tutto quel filone di gruppi vocali come Lambert, Hendricks and Ross, Singers Unlimited o Take Six che dagli anni Cinquanta ripropongono il jazz in arrangiamenti polifonici. Hanno un repertorio completo in grado di supportare l' accompagnamento di una vera orchestra sinfonica. Cosa che in America fanno abitualmente con formazioni come i Boston Pops o i "Philly Pops"
Paolo Conte interpreta durante un concierto en Amsterdam una canción en la que evoca los primeros contactos de su generación con el jazz, influencia que a él le ha convertido en uno de los cantautores más originales del mundo.
Dave Brubeck - Piano Gerry Mulligan - Baritone Sax Jack Six - Bass Alan Dawson - Drums
From his 1984 album "Hot House Flowers". Wynton Learson Marsalis (born October 18, 1961 in New Orleans, Louisiana) is an American trumpeter and composer. He is among the most prominent jazz musicians of the modern era and is also a well-known instrumentalist in classical music. He is also the Musical Director of Jazz at Lincoln Center. A compilation of his series of inspirational letters to a young jazz musical student, named Anthony, has been published as To a Young Jazz Musician.
Marsalis has made his reputation with a combination of skill in jazz performance and composition, a sophisticated yet earthy and hip personal style, an impressive knowledge of jazz and jazz history, and skill as a virtuoso classical trumpeter. As of 2006, he has made sixteen classical and more than thirty jazz recordings, has been awarded nine Grammys between the genres, and has been awarded the Pulitzer Prize for Music for his epic oratorio, "Blood on the Fields", which is on the subject of slavery. The first time it has been awarded for a jazz recording.
Wynton Marsalis - Trumpet Wes Anderson - Saxophone Wycliffe Gordon - Trombone Victor Goines - Clarinet Marcus Roberts - Piano Reginald Veal - Bass Herlin Riley - Drums
The most famous and probably greatest jazz baritonist of all time, Gerry Mulligan was a giant. A flexible soloist who was always ready to jam with anyone from Dixielanders to the most advanced boppers, Mulligan brought a somewhat revolutionary light sound to his potentially awkward and brutal horn and played with the speed and dexterity of an altoist.
Mulligan started on the piano before learning clarinet and the various saxophones. His initial reputation was as an arranger.
Chuck Mangione Charles Frank "Chuck" Mangione (29 Novembre , 1940) Un jazz raffinato e accattivante quello che Chuck Mangione, trombettista italoamericano (padre e madre siciliani)
l 29 novembre 1940. Suo padre è amico di musicisti come Art Blackey, Horace Silver e, soprattutto, di Dizzy Gillespie che regala al piccolo Chuck la sua prima tromba quando ha soltanto otto anni. Il ragazzo si innamora della musica. Diplomatosi alla Eastman School of Music, nel 1960 forma con suo fratello Gap i Jazz Brothers della cui formazione fanno parte musicisti come Ron Carter, Sal Nistico, Roy McCurdy e Jimmy Garrison. Cinque anni dopo, trasferitosi a New York, si unisce ai Jazz Messenger del vecchio amico di famiglia Art Blackey e suona con musicisti come Maynard Ferguson, Keith Jarrett, Chick Corea. Lasciati i Jazz Messenger forma, nel 1968, il Chuck Mangione Quartet e nel 1970 durante uno show televisivo dirige la Rochester Filarmonic Orchestra nell'esecuzione di Friends and love, una sua composizione che ottiene un grande successo di pubblico e che, pubblicata in un doppio album, diventa il suo primo successo discografico.
Keith Jarrett pianista che fonde in modo magistrale la musica classica ed il jazz, riuscendo a creare delle armonie uniche, è uno degli artisti jazz più venduti La musica che suona ha le sue radici nel pianismo di Bill Evans, che ha trasformato attraverso la ricerca sonora aperta al free jazz alla classica e alla musica minimale. Bambino prodigio inizia a strimpellare il piano a soli 3 anni ed a 9 da il suo primo concerto.
Tra le informazioni che ho trovato in rete e nei libri su Jarrett dice che il suo jazz è aperto al free jazz alla classica e alla musica minimale, Non conoscendo la musica minimale ho cercato se ci fosse in wiky qualche informazione su questo genere di musica
Il minimalismo musicale, importante sorgente espressiva della musica della seconda metà del ’900, analogamente e parallelamente al minimalismo delle arti visive, è nato negli Stati Uniti, principalmente sull'onda creativa di Philip Glass, Steve Reich, La Monte Young e Terry Riley, il cui brano IN C del 1964 è da alcuni considerato la pietra miliare del movimento espressivo. Da subito si è imposto con modalità e gesto musicale originali, che si affrancavano completamente dall’evoluzione delle scuole musicali europee, a partire dal cammino della scuola seriale di Vienna, fino a giungere allo sperimentalismo di musica elettronica, aleatoria e concreta maturate principalmente nelle scuole di Darmstadt e Parigi.
Il percorso è invece quello di una estrema semplificazione della struttura e delle modalità esecutive.
L’architettura della musica minimale si sviluppa su cellule melodiche brevi e semplici, e su figure ritmiche immediate, e dipana il discorso creativo sulla ripetizione, spesso ossessiva, di tali moduli, mentre il castello armonico e timbrico si evolve a formare la chiave espressiva dell’opera, utilizzando talvolta strumenti di raro utilizzo e sonorità inusuali, con la complicità dell’elettronica e della musica popolare. Nella maturazione di questa modalità vi è un riferimento a formule musicali tipiche della musica etnica proveniente da aree sociali nelle quali il ritmo e il suono percussivo e ricorsivo erano caratteristiche strutturali, come nella musica della zona centrafricana. Ma lo spunto è soltanto una cellula intellettuale dalla quale generare forme che permettono chiavi espressive interessanti e diversificate.
Philip Glass, considerato l’autore di riferimento della corrente musicale, interpreta il minimalismo nel modo più puro, e le sue opere sono paradigmatiche nella ricerca espressiva della corrente. Steve Reich utilizza la modalità minimale con grande fedeltà, per comporre però opere contaminate dall’interazione con diverse forme espressive, con l’influsso di spunti filosofici nel gesto creativo, e con un sensibile intento di ricerca ed innovazione. Steve Reich è inoltre l'autore di un breve saggio dal titolo "music as a gradual process" che ben sintetizza la prassi compositiva minimalista. John Adams utilizza la modalità comune della corrente per comporre opere, spesso con il contributo vocale, il cui intento espressivo è spesso connesso a maglie strette con la realtà sociale e politica in cui è immersa la società a lui contemporanea. Nelle creazioni dell’inglese Michael Nyman invece la modalità del minimalismo è stata abilmente utilizzata per la costruzione di forme di più semplice fruibilità. La sua musica ha riscontrato un maggiore impatto su un vasto pubblico, con una frequente interazione con il mondo del cinema per la realizzazione di colonne sonore.
Nell’ambito della musica europea della seconda metà del ‘900 e dei giorni nostri il minimalismo ha più o meno indirettamente influito sulla creazione di alcuni autori, prevalentemente di area slava o balcanica, e tendenzialmente orientati ad una creatività mistica. La musica del polacco Henryk Górecki è quella che maggiormente mostra i segni dell’influenza minimalista, ed alcune delle sue creazioni rispettano abbastanza fedelmente le modalità strutturali della corrente. L’estone Arvo Pärt mostra in molte sue opere un’affinità con il minimalismo, più nell’intento creativo che ne rigoroso rispetto dell’architettura musicale. L'olandese Louis Andriessen fa proprio il concetto di "ripetizione" tipico della musica minimalista, installandolo però su un tessuto musicale affatto personale, spesso molto cromatico (a differenza degli autori americani, prettamente diatonici).
In Italia negli anni '90 è stato significativo il connubio tra filosofia minimalista e monodia gregoriana attuato da Gianmartino Durighello in opere prevalentemente vocali, alla ricerca di una profonda suggestione mistico-religiosa.
Attualmente in Italia il minimalismo si esprime soprattutto con Ludovico Einaudi e Stefano Ianne. Il primo si esprime prevalentemente con melodie pianistiche minimali impreziosite da cenni elettronici (vedi album "Divenire" 2006 - Decca) pertanto affine alla scuola di stile europeo; il secondo è decisamente sinfonico (vedi album Variabili Armoniche" 2006 - Artesuono Fenice D.M.) nel quale infinite variazioni e microvariazioni rinnovano i temi musicali, più vicino alle posizioni americane. In questo ultimo caso potremmo parlare di un minimalismo come metafora dei tempi, logorati dalla ripetizione. Entrambi sono estremamente evocativi.
Billie Holiday (pseudonimo di Eleanor Fagan Gough, nota anche come Lady Day; Baltimora, 7 aprile 1915 – New York, 17 luglio 1959) è stata una cantante statunitense, fra le più grandi di tutti i tempi nei generi jazz e blues.
Billie Holday rappresenta la figura dell'artista maledetto per antonomasia Di lei si sono raccontate tante cose Sì è parlato della sua esistenza spericolata, che la dava come adolescente prostituta, alcolizzata e drogata. Sua madre aveva appena 13 anni (ma si dice invece 16) quando Billie naque, ed il padre 15, fu allevata da una bisnonna e da una cugina, Billie visse in miseria Bambina di strada dovette arrangiarsi per soppravivere Iniziò a lavorare lavando le scale prima e poi come sguattera nel bordello del quartiere. Dove poteva ascoltare i dischi di Louis Armstrong e di Bessie Smith. Giovanissima, a soli 10 anni venne violentata da un uomo del quartiere, anche lui nero. Fu ingiustamente accusata della violenza subita e rinchiusa in un riformatorio cattolico fino a quando sua madre riuscì a tirarla fuori per essere raggiunta a New York. La sua vita non fu mai facile e fu violentata ancora, e poi entra successivamente nel giro della prostituzione per procurarsi da vivere. Il che le procuro ben presto una condanna a 4 mesi di carcere. Dopo di che cerco un ingaggio come ballerina in un locale, ma non sapeva cantare, ma venne assunta immediatamente quando la sentirono cantare, e a soli 15 anni inizio la sua carriera di cantante.
Tra le canzoni più famose del repertorio di Billie Holiday ricordiamo "God Bless the Child" (da lei composta), "Lover Man", "I Loves You Porgy" e "The Man I Love" di George Gershwin, "Billie's Blues", "Fine and mellow", "Strange Fruit". Quest'ultima canzone fu negli anni quaranta l'inno della protesta per i diritti civili: (EN) « Southern trees bear a strange fruit
Blood on the leaves and blood at the root Black body swinging in the Southern breeze Strange fruit hanging from the poplar trees... » (IT) « Gli alberi del sud hanno un frutto strano,
sangue sulle foglie e nelle radici, un corpo nero penzola nella brezza del sud, un frutto strano che pende dai pioppi... » (Strange Fruit)
La voce di Billie è profonda sofferta melodica sensibile ed intensa della sua esistenza travagliata e difficile
Jazz, il Jazz è un genere musicale complesso dove in ogni epoca storica è caratterizzato da un suo proprio stile. Nasce verso l'inizio del XX secolo. Il pianista Jelly Roll Morton. diceva di aver inventato il jazz nel 1902. Ma essendo considerato bugiardo e fanfarone non fu mai creduto. In questa pagina potete trovare approfondimenti su "jelly roll morton" http://doctorjazz.co.uk/page10.html in inglese molto dettagliato e qui in italiano su wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Jelly_Roll_Morton. Molti credono che si possa attribuire a Buddy Bolden http://it.wikipedia.org/wiki/Buddy_Bolden il titolo di iniziatore del jazz, anche se non sono rimasti di lui registrazioni, è rimasto una leggenda ed è il primo cornettista jazz a diventare famoso.
La foto sotto tratta di uno dei tanti alberi genealogici del genere jazz che si può trovare in Internet
ome si vede la musica jazz affonda le sue radici in vari generi musicali la Musica Africana I Canti di lavoro Il Blues Il Gospel da una parte i cantici le fanfare il ragtime e le musice europee dall'altro.
qui http://www.redhotjazz.com/JellyRoll.html potete ascoltare alcuni pezzi d'epoca suonati da Jelly Roll Morton non si tratta solo di pezzi di jazz ma anche di pezzi di ragtime il primo genere che iniziò a suonare Morton nei bordelli di New Orleans.
Se volete imparare a conoscere ij jazz vi consiglio il sito del nostro amico Toni che lo descrive semplicemente ma con grande maestria http://www.tonidirossi.it/Jazz/jazz_main.htm
Quando in Italia si dice jazz tradizionale, insieme a quello di Carlo Loffredo, il suo e il nome che viene immediatamente in mente, più che per le sue qualità di chitarrista e banjoista, per quelle di organizzatore culturale e di indefesso propugnatore di musica in cui, da noi, in molti stanno perdendo memoria.